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:: 15/07/2008 - 16:46
Fino al 17 luglio l’attore Saverio Tommasi vivrà giorno e notte in una gabbia di metallo e filo spinato sopra il tetto del suo furgoncino. Il mezzo sosterà a piazzale Michelangelo. Alle 19.00 in scena il 'dialogo tra uomo e rom'
TRE GIORNI IN GABBIA PER DIRE NO AI CPT
170 per 120 centimetri. Sono le dimensioni della gabbia dove a partire da oggi vivrà per tre giorni l’attore Saverio Tommasi.
La rete metallica circondata di filo spinato è stata installata questa mattina sul tetto del suo furgoncino che sosterà fino al 17 luglio a Piazzale Michelangelo a Firenze, davanti agli sguardi incuriositi dei turisti e degli automobilisti. Tommasi ha scelto questa singolare performance artistica di protesta "perché mi piace un teatro - sottolinea - che possa influire nella vita sociale".
L’attore fiorentino mangerà e dormirà all’interno della gabbia per almeno 72 ore. Intorno a lui i firmatari dell’appello contro i Cpt (tra i quali Marco Bazzichi, Lisa Clark, Ornella De Zordo, Tommaso Fattori, Mercedes Frias) che verrà fatto sottoscrivere anche ai passanti. L’iniziativa simboleggia la relegazione del diritto alla dignità dell'esistenza. “Crediamo - si legge nell’appello - che rinchiudere in gabbia persone che non hanno commesso alcun reato sia un abominio, una grave violazione dei più elementari diritti dell’uomo e dei principi fondamentali del diritto internazionale”. Per rendere comprensibile il messaggio anche ai turisti è stato realizzato anche un volantino tradotto in più lingue ed un video scaricabile dl sito www.saveriotommasi.it
Durante la maratona di protesta, ogni giorno intorno alle 19.00 Tommasi interpreterà in anteprima estratti di “Dialogo tra Uomo e Rom”, testo di Domenico Guarino contro le discriminazioni e contro gli stereotipi che vengono utilizzati nei confronti dei Rom. Costruito grazie alle indicazioni fornite dal gruppo ‘osservAzione’ (Associazione di promozione sociale impegnata nella lotta contro l`anti-ziganismo e le violazioni dei diritti umani e per la promozione dei diritti di rom e sinti in Italia), il testo passa in rassegna i più frequenti, ed abusati, luoghi comuni cui siamo soliti affidarci. Alla fine l’uomo ed il rom (termine che in lingua Romanes significa ‘uomo’), come in un gioco di specchi, si scopriranno molto simili l’uno all’altro. Entrambi appartenenti ad un'unica razza, quella umana, che sopravvive grazie, e non a dispetto delle differenze.

