ControDoc:
:: 30/07/2007 - 13:27
Espulsa dalla Loya Jirga nel maggio del 2007, la giovane e combattiva parlamentare Afghana ci dice 'so che la mia vita è in pericolo, ma non posso tacere per il bene della mia gente'. Ascolta l'intervista esclusiva di Domenico Guarino
'TORNERO' IN PARLAMENTO PER CONTUNARE LA MIA LOTTA CONTRO I SIGNORI DELLA GUERRA
Malalai Joya, ventisettenne parlamentare, si impegna fin da giovanissima nell'insegnamento in scuole clandestine per bambine e ragazze a Herat, città afghana. Dopo la caduta del regime talebano si trasferisce nella sua città di origine Farah e qui diventa direttrice dell'Opawc - Organizzazione per la promozione delle capacità delle donne afgane. Grazie all'impegno per i diritti dei più deboli e nel garantire i necessari servizi assistenziali in sostegno alla società civile Malalai viene eletta con largo consenso deputata alla Loya Jirga (il parlamento afghano). Proprio in questa sede la giovane deputata interviene denunciando i crimini commessi dai signori della guerra insediati nella stessa Jirga. Da allora vive sotto scorta continuamente minacciata di morte. La popolazione afgana si è dimostrata in più occasioni dalla sua parte organizzando una manifestazione in suo sostegno a cui hanno partecipato 10.000 donne senza burqua. Nel 2005 Malalai Joya è stata eletta nel nuovo parlamento afgano con un numero altissimo di preferenze ma nel maggio del 2007 ne è stata espulsa per avere criticato i suoi colleghi parlamentari esponendone la natura fondamentalista e antidemocratica e denunciando le loro implicazioni con il traffico di droga e di armi e con le violazioni dei diritti umani commessi a danno della popolazione afgana negli ultimi decenni.
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