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A PISA PRIMO ESPERIMENTO NAZIONALE PER RECUPERO CIBO PRO CARITAS

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L’ accordo del 2015 tra Caritas diocesana Pisa e Firenze e l’Istituto zooprofilattico di Toscana e Lazio ha permesso di donare 350 kg carne e pesce e dato un pasto a 1.338 persone.

Dai laboratori pisani dell’Istituto zooprofilattico di Lazio e Toscana alle mense per i poveri delle Caritas diocesane di Pisa e Firenze e ai banchi frigo della Cittadella della Solidarietà, l’emporio solidale pisano che nel 2016 ha assicurato sostegno alimentare a 1.338 persone. Lo rende noto la Caritas diocesana. E’ il percorso di carne e pesce d’importazione, aliquote integre sottoposte ad analisi dall’Izslt e giudicati idonei al consumo, una sperimentazione unica a livello nazionale e suggellata in un protocollo d’intesa, approvato dal ministero della Salute, siglato a settembre e avviato a Pisa da ottobre 2015 ed esteso a Firenze dal 2016, che ha già permesso di donare circa 350 kg di carni e prodotti della pesca congelati alla Caritas di Pisa, oltre una tonnellata di alimenti a quella fiorentina.

“Il progetto di solidarietà – spiega una nota della Caritas – è al centro di un’attività che ha come protagonista una nuova prassi di gestione del cibo, già sottoposto a verifica per l’idoneità al consumo e mantenuto in idonee condizioni di conservazione, non altrimenti commercializzabile ma ancora buono, con controllo di tutto l’iter (dal prelievo al posto d’ispezione frontaliera allo stoccaggio in laboratorio e infine alla consegna) nel rispetto di tutti i parametri della sicurezza alimentare . L’istituto Zooprofilattico recupera e rimette in circolo cibo idoneo al consumo in favore delle persone meno fortunate di cui si occupano le associazioni caritatevoli”.

Un’esperienza citata come modello direttamente dal ministero della Salute che proporrà di estenderla anche “agli altri dieci Istituti zooprofilattici d’Italia e ai 23 posti di ispezione frontaliera presenti sul territorio nazionale”. Presso le sezioni di Pisa e Firenze, vengono esaminati campioni di carne, pesce o altre matrici alimentari prelevate dal Posto d’ispezione frontaliera di Livorno per le attività di controllo sanitario di frontiera sugli alimenti di origine animale provenienti da Paesi Terzi.
Ciò permette di contrastare significativamente il cosiddetto spreco alimentare e lo dimostrano i numeri, basti considerare che nel biennio antecedente al progetto nella sola sezione di Pisa sono stati avviati allo smaltimento, circa 900 chili di carni bovine.

“Numeri – ha commentato Ugo della Marta, dg dell’istituto zooprofilattico di Toscana e Lazio – che evidenziano quanto sia importante intervenire per evitare lo spreco di risorse alimentari”. Ulteriori vantaggi sono l’ abbattimento dei costi energetici e la riduzione della quantità di rifiuti speciali da smaltire. A Pisa la carne distribuita in questo modo è finita nei banchi frigo della Cittadella della Solidarietà e nelle tre mense della Caritas, che nel 2016 ha assistito 1338 persone bisognose: “Di queste – conclude il direttore don Emanuele Morelli – 464 sono minori, praticamente più di uno su tre (34,7%), un dato in crescita rispetto al 2015. Quasi il 60% di essi ha meno di 10 anni”.

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