Pd: Dems, in Toscana problema politico su idea partito

Foto tratta dal suo profilo Facebook

Fabiani, attendiamo risposte da segretario Parrini. Nardini, congressi siano momenti dialogo e no spartizione.

Nel tesseramento del Pd in Toscana “sappiamo che, come hanno stabilito tutte le commissioni, ci sono state irregolarità. Nella fattispecie, a Piombino ci sono state 300 tessere che non sono passate dal partito locale ma che sono state consegnate direttamente dal livello regionale ad uno, e uno soltanto, dei candidati al congresso. Per questo problema ci sono le commissioni di garanzia ma a questo punto la questione è politica: noi abbiamo fatto delle domande a cui non sono giunte delle risposte” da parte della segreteria regionale. Lo ha detto il segretario Pd della Val di Cornia, e coordinatore regionale dell’area Dems che fa capo al ministro Orlando, Valerio Fabiani intervenendo oggi in conferenza stampa a Firenze. Presenti anche il consigliere regionale Alessandra Nardini, il capogruppo Pd in Consiglio comunale di Montignoso Marino Petracci in rappresentanza dell’area di Massa Carrara, e Ettore Neri per quella della Versilia.

“Questa risposta la attendiamo dal segretario regionale Parrini naturalmente – ha aggiunto Fabiani -. Penso che dalla risposta a questa domanda si evinca quale è l’idea di partito che abbiamo e su cui siamo impegnati a lavorare. O un partito che intendiamo come comunità
di donne ed uomini liberi che si iscrivono al Pd perché si riconoscono in un sistema di valori e in un progetto di cambiamento della società, oppure un partito governato da un sistema feudale dove si fanno delle tessere per pacchi all’insaputa di tutti, e che rispondono a qualcuno”.
Secondo Fabiani, “la preoccupazione è che questo tipo di atteggiamenti finiscono per alimentare i sospetti, e quindi le divisioni dentro il Pd. Ed io temo che un partito diviso è un partito che rischia di perdere ulteriori Comuni e di allungare una lista già troppo lunga e dolorosa delle sconfitte che abbiamo subito in Toscana”.
“Noto con preoccupazione – ha detto ancora – che alcuni dei congressi dove la conflittualità è maggiore sono proprio nei comuni dove il prossimo anno si andrà al voto: Massa, Siena e anche Pisa. E il rischio futuro è anche quello di arrivare a perdere, per la prima volta, anche il governo della Toscana”.
Intervenuta anche la consigliera regionale Pd Alessandra Nardini: “Vorremmo ricordare che laddove ci sono stati congressi unitari del Pd in Toscana, questo è dovuto anche e soprattutto al senso di responsabilità della minoranza all’interno del Pd, e anche a quella fetta, che man mano si fa fortunatamente sempre più numerosa, di esponenti del mondo renziano che riconoscono nell’inclusione e anche nelle diversità di opinione un valore, e non un limite. Chiediamo che i momenti di congresso diventino un’occasione in cui si parla di temi e non solo di persone e di spartizione di quote all’interno delle assemblee provinciali”.
“Ma soprattutto – ha aggiunto -, noi esprimiamo una preoccupazione rispetto a quei territori, penso ai capoluoghi di provincia Siena, Massa e Pisa che andranno al voto nei prossimi mesi, e verso cui è necessaria un’attenzione maggiore per far sì che non vadano ad allungare quella già troppo numerosa lista di Comuni che abbiamo perso nell’ultimo triennio”.
A Pisa, ha ricordato, “la scissione del partito ha avuto effetti più che negli altri territori. Abbiamo perso due parlamentari, e anche il presidente della Regione proviene da questo territorio. Credo che sia necessario riannodare quei fili che sono mano mano sempre più sfilacciati con le altre forze politiche. Penso che sia necessario e quanto mai urgente provare a riprendere quel dialogo, e di farlo con sempre maggior forza, come si sta cercando di fare, come noi abbiamo chiesto da settimane, e da mesi, e soprattutto non annodarci, e non parlare solo di candidati sindaci e di nomi”.

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