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ARTEX – OFFICINA CREATIVA

ARTEX  – In collaborazione con il Comune di Firenze presenta OFFICINA CREATIVA – Le storie degli artigiani fiorentini – Un documentario di Raffaele Palumbo.

Prima puntata

Tommaso Pestelli

Parlare degli artigiani fiorentini e del loro lavoro – che tante volte somiglia tanto di più a quello di artisti veri e propri – significa parlare del futuro. In questa prima puntate la storia di Tommaso Pestelli, discendente di Edoardo, che prosegue l’eredità passata di padre in figlio per più di un secolo. Dopo aver “rubato” il mestiere nel laboratorio di famiglia ed aver studiato all’Accademia delle Belle arti di Firenze ed all’Opificio delle Pietre dure, oggi Tommaso Pestelli produce gioielli raffinati insieme a sorprendenti oggetti da collezione e arredo, realizzati in oro, argento e pietre dure. Si trova in Borgo Santissimi Apostoli 20, a Firenze. E poi la storia della Microfficina del maestro orafo Federico Vianello, veneziano, a Firenze da trent’anni. Qui il gioiello diventa soprattutto Contemporaneo in forma di pezzi unici o collezioni, con tecniche antiche, moderne tecnologie, e la più libera e attenta sperimentazione. Nel laboratorio orafo realizza artigianalmente gioielli in oro, argento, platino ma anche in materiali non convenzionali come il ferro, la plastica, l’alluminio. Si trova in via San Zanobi 94, a Firenze.

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Seconda puntata

bianchi

Per la seconda puntata del nostro viaggio nel mondo degli artigiani fiorentini dobbiamo spostarci. Andiamo poco fuori, a Pontassieve. Dagli eredi di Bianco Bianchi il maestro della pietra di luna, il maestro della scagliola, i figli Alessandro – voce narrante di questa puntata – ed Elisabetta. Un’arte nobile, antica, conosciuta già dai romani, poi resa celebre nella Carpi del ‘600 e poi dall’Emilia a Firenze, nel ‘700. Qui la scagliola da artigianato diventa vera e propria arte. Un giovane amante della pittura, alla fine degli anni 40 si dedica a questa tecnica, la riscopre, trova gli impasti giusti, una formula nuova. E’ Bianco Bianchi, che viene notato dal figlio di Prezzolini e così torna a rendere grande e famosa questa straordinaria tecnica, prima negli Stati Uniti e poi di nuovo a Firenze e in italia. Il laboratorio si trova in via Lisbona 4/E a Pontassieve. Scagliola tecnica antica, riscoperta nel secondo dopoguerra, fatto artigianale e artistico, squisitamente fiorentino. Prodotto di nicchia certo, ma la storia di Cecilia Falciai è la dimostrazione che anche questa forma di artigianato non sta solo nel passato ma anche nel presente e nel futuro. Tecniche antiche portate ai nostri tempi, riattualizzate, usate per creare forme e disegni e figure contemporanee e non solo legate agli splendori classici. Il laboratorio di Cecilia Fallai si trova a Firenze, in via de’ Macci 25/r.

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Terza puntata

simone beneforti

La terza puntata del nostro viaggio dentro la storia e le storie degli artigiani fiorentini, dopo aver incontrato la pietra e i metalli preziosi, incontra il legno.  Simone rappresenta la terza generazione di una famiglia di artigiani fiorentini che da 60 anni ininterrottamente si occupa di restauro e conservazione di mobili d’arte. Il laboratorio di Simone Beneforti si trova in via Maffia, con uno spazio di mostra in via Sant’Agostino a Firenze e si occupa della conservazione e restauro dei beni artistici, garantendo alti standard professionali. Ma l’artigianato fiorentino trova forza nella sua capacità di essere fenomeno diffuso ed inclusivo.Diffuso in città, non solo in centro, capace di spaziare tra tanti mestieri diversi e di essere inclusivo anche nei confronti di chi fiorentino non è, ma in qualche modo lo diventa, entrando con il tempo a fare parte di quella che è una comunità. Una comunità fatta di tanti uomini e donne che sfatano tutti i giorni i luoghi comuni sugli artigiani. Spesso pensiamo ad uomini anziani – gli artigiani fiorentini – ed invece, come abbiamo già avuto modo di ascoltare nelle precedenti puntate – si tratta sempre di più di donne, di persone giovani, ma soprattutto di persone che declinano il loro modo di essere artigiani come portatori di benessere nella vita quotidiana. Non solo quindi i grossi nomi che lavorano materiali preziosissimi per pubblici alle volte esclusivi, internazionali. L’artigiano diffuso lavora per produrre oggetti di qualità per la vita di tutti i giorni. In via il Prato a Firenze si trova una bottega fatta di colori, argento, oro, cere che decorano intarsi di legno su cornici in stile e moderne. Nel rispetto della tradizione, questo prestigioso laboratorio di Sonia Ragazzini si lavora dal 1997 alle cornici ed agli specchi.

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Quarta puntata

renzo scarpelli

Il nostro viaggio nell’artigianato fiorentino tocca due punte di eccellenza. Due storie che – in maniera diversa e peculiare – raccontano l’essenza di questa comunità di lavoratori artigiani e artisti. Il primo esempio è Renzo Scarpelli, Le Pietre nell’arte. Siamo nel cuore del centro storico fiorentino, in via Ricasoli, a due passi dall’Accademia e dal Duomo. Per capire cosa vuol dire essere IL maestro del Commesso Fiorentino bisogna entrare nella bottega, non vergognarsi di rimanere a bocca aperta, e semplicemente ammirare: le cose fatte e gesti compiuti per farle. Insieme al racconto di Renzo, la testimonianza del figlio Leonardo.

Il secondo esempio riguarda invece un marchio storico dell’artigianato fiorentino, il marchio dell’argento: Brandimarte. La storia ebbe inizio nel 1955 in un fondo di via ponte alla vittoria.  Brandimarte ha dato lavoro a operai, creato formazione e, per primo, dato lavoro ai carcerati, e, seguendo l’illuminato acume artigianale del suo fondatore, ha adottato due rivoluzioni importanti e innovative nel campo dell’argenteria; la prima di carattere tecnico che consisteva nel «martellare» il metallo, come aveva visto fare agli zingari col rame, la seconda quella di proporre gli oggetti d’argento nella quotidianità della casa, usandoli comunemente, rompendo la consuetudine dell’articolo d’argento come pezzo di lusso da esibire.Gli argenti Brandimarte sono forgiati a mano da oltre 100 dipendenti e alla morte improvvisa del fondatore, nel 1994, l’azienda verrà seguita dai figli Stefano e Giada Guscelli. Bianca Guscelli, riprende in mano il filo di un discorso: terza generazione, figlia di Stefano e nipote di Brandimarte Guscelli, si pone come obiettivo quello di riportare all’uso quotidiano l’argento ed educare il mercato a apprezzarne bellezza e caratteristiche peculiari.Con il suo concreto entusiasmo è l’esempio vivente del concetto che ci siamo sentiti ripetere durante questo nostro viaggio: gli artigiani sono il futuro di Firenze.

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