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‘NDRANGHETA E OPERAZIONI IMMOBILIARI A PRATO: CONFISCATI 5 MLN A 3 IMPRENDITORI

'ndrangheta

La Direzione Investigativa Antimafia di Firenze ha sequestrato un patrimonio stimato in oltre cinque milioni di euro nei confronti di tre imprenditori calabresi operanti in Toscana e aventi legami con la criminalità organizzata. Avrebbero investito nella costruzione di 66 appartamenti su un terreno a Prato, acquistato per oltre un milione e trecentomila euro.

 

Il provvedimento, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Firenze, è frutto di una indagine condotta dalla Dia e coordinata dalla Procura della Repubblica. Secondo quanto spiegato in un comunicato le movimentazioni di capitali e gli investimenti immobiliari effettuati dagli stessi manager (frutto di reati fiscali e altre attività illecite) sarebbero avvenute a fronte di esigui redditi dichiarati, ma anche i legami con la criminalità organizzata calabrese. I dettagli dell’operazione sono stati forniti nel corso di una conferenza stampa questa mattina presso la sede del Centro Operativo Dia di Firenze.

Il patrimonio sequestrato dalla Direzione investigativa antimafia di Firenze a tre imprenditori calabresi è stimato in oltre cinque milioni di euro. Gli imprenditori sono Giuseppe Iuzzolino, Martino Castiglione e Vincenzo Benincasa, tutti originari di Strongoli, nel crotonese, ma radicati da molti anni in Toscana.

Il provvedimento, emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Firenze, scaturisce da complesse indagini condotte dalla Dia, coordinate dal locale procuratore della Repubblica, Giuseppe Creazzo, e dirette dal sostituto procuratore, Eligio Paolini, che hanno consentito di dimostrare non solo le ingenti movimentazioni di capitali e gli investimenti immobiliari effettuati dagli stessi (frutto di reati fiscali e altre attività illecite) a fronte di esigui redditi dichiarati, ma anche i legami con la criminalità organizzata calabrese.

Tra le molte operazioni poste in essere dai citati soggetti, spicca quella relativa alla “SIRA Costruzioni Sas di Benincasa Vincenzo & C.”, con sede a Strongoli, di cui oltre il 50% del capitale è detenuto da Iuzzolino (unitamente alla moglie, alle due figlie e al genero), mentre la restante parte è suddivisa tra Castiglione, Benincasa e i loro familiari. Nello specifico, attraverso tale società è stata sviluppata un’articolata operazione immobiliare per la costruzione di 66 appartamenti su un terreno a Prato, acquistato per oltre un milione e trecentomila euro, la cui provvista di denaro è stata fornita in contanti e senza l’ausilio di alcun finanziamento bancario. Inoltre, particolare attenzione da parte degli investigatori è stata posta anche sulle movimentazioni dei conti bancari di tutti i componenti dei rispettivi nuclei familiari, in cui sono stati versati dal 2009 al 2014 contanti per oltre un milione di euro.Infine, le indagini della Dia hanno evidenziato contatti tra i menzionati soggetti e gli appartenenti alla famiglia “Giglio”, organici all’omonima ‘ndrina dominante a Strongoli, nei cui confronti sono state fatte transazioni di denaro senza alcuna giustificazione lecita. I sequestri, avvenuti nelle province di Firenze, Prato, Pistoia e Crotone, riguardano 9 società, 19 immobili (tra fabbricati e terreni), 6 beni mobili registrati (5 autovetture e 1 motoveicolo) e 40 rapporti bancari (conti correnti, libretti di deposito e dossier titoli), riconducibili a 21 soggetti, tra persone fisiche e giuridiche, il cui valore è stato stimato in oltre 5 milioni di euro.

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