mercoledì , 26 aprile , 2017 23:32
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NARDELLA: SI’ A CASERMA GONZAGA PER RAMADAN.

NardellaIl Sindaco Nardella, ospite questa mattina nei nostri studi, ha rilasciato dichiarazioni sull’attualità. Parlando della Tramvia afferma: “questi sono mesi decisivi per capire se siamo in tempo per finire linee a febbraio 2018″.

“Il grande capannone della caserma Gonzaga”, ai confini con Scandicci, “è una risposta immediata
all’esigenza del Ramadan, con migliaia di musulmani che si ritrovano a pregare il prossimo mese”. Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella parlando a Controradio. Rispetto all’idea avanzata sempre da Nardella di porre in via permanente nell’ex spazio militare la moschea, al centro di polemiche con il sindaco di Scandicci Sandro Fallani, il primo cittadino di Firenze spiega di voler fare “un passo alla volta. Ora il Ramadan, poi affrontiamo il resto, il nodo del centro islamico”, dice. Aggiunge poi che: “se non verrà trovata una soluzione continueremo ad avere centri improvvisati e abusivi in giro per la città e non credo che i fiorentini siano d’accordo”. Al sindaco e ai cittadini di Scandicci Nardella rivolge “un appello: smorziamo i toni, smettiamo di parlarci attraverso i giornali, incontriamoci, facciamo una discussione tranquilla, tra noi, senza guerre, senza allarmismo e sapendo che ‘non nel mio giardino non è una regola da applicare perché così non si
trova mai una soluzione”. Nardella, che spiega anche di aver già “parlato con Fallani”, dice però anche che “occorre tornare a incontrarsi”. E sul percorso di partecipazione per stabilire cosa mettere nell’ex caserma, che non ha previsto l’ipotesi della moschea, aggiunge: “un centro di preghiera non è stato incluso ma nemmeno escluso. Dunque il percorso di partecipazione va rifatto”.

Alla luce dei più recenti  fatti legati al terrorismo in Francia, Nardella dichiara: “Mi auguro che l’attacco terroristico di ieri non abbia un influsso negativo sulle elezioni presidenziali in Francia”. Il sindaco ha spiegato di ritenere che nella crescita del fenomeno Le Pen, c’è anche la “responsabilità dei socialisti e della sinistra, che al governo non ha dato una spinta di cambiamento alla Francia, è
rimasta ancorata all’idea di un welfare del Novecento, non ha dato risposte sull’integrazione, non ha tirato fuori nuove ricette”.

Il Sindaco ha poi rilasciato dichiariazioni in merito al Pd, affermando che: “è l’unico partito con un programma serio e Renzi è ancora l’unico che può farlo vincere: stimo molto Orlando e Emiliano, due importanti dirigenti del partito ma che non possono farci vincere perché non hanno quella forza e quella credibilità che Renzi invece ha”. Ha anche spiegato di non capire “a cosa sia dovuta la scissione avvenuta nei mesi scorsi, se non a personalismi: la storia della sinistra – ha sottolineato il sindaco – ne è costellata e questo non ha mai portato vantaggi a nessuno, anzi è una condanna continuamente auto inflitta, un progetto autolesionista”. Nardella ha poi ricordato che a sinistra, ormai, oltre il Pd ci sono altre 4 realtà tra “partiti e partitini”: “Civati, che non si sa che fine ha fatto, ma tornerà fuori, Mdp, Sinistra italiana, che prima era Sel e ora ha cambiato nome, e non dimentichiamo i Comunisti italiani”. Poi, ha ironizzato il sindaco, “non ci sorprendiamo se succede come in Francia dove magari la Le Pen vince al primo turno perché la sinistra ha 3 candidati”. Tornando a parlare del Pd, Nardella ha osservato che la sfida del partito “è di unire tutto il centrosinistra, ma no con alleanze improbabili come quelle che hanno sostenuto Prodi e poi ne sono diventata la prigione, facendolo cadere. Puntiamo a un partito di popolo, e questo è il messaggio di Renzi”. E sulle polemiche per lo status di magistrato in politica di Michele Emiliano ha detto di essere “contento che nel confronto delle primarie non sia entrata questa questione: sarebbe stato scorretto strumentalizzata contro Emiliano”.

Nardella si è anche espresso sul presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. “Ad Enrico Rossi dico: faccia prima di tutto il presidente della Regione, questo è il mandato che gli hanno dato i toscani e non si faccia, tra virgolette, distrarre dalla campagna politica nazionale, perché il compito
di presidente della Regione è difficile. Lui ha fatto delle cose buone, può fare ancora meglio. Questa è la mia preoccupazione – ha rimarcato il primo cittadino – che possa essere distratto dalle partite nazionali, dalle logiche di posizionamento politico. Non sarà facile, gli auguro di riuscirci, a conciliare questo suo impegno nazionale politico con la presidenza della Regione”. Ed è importante, ha aggiunto Nardella, “anche che Enrico ricordi che è stato votato con i voti del Pd, incluso il mio che l’ho sostenuto convintamente: dovrà sapere conciliare anche questo. Poi lungo la strada ha cambiato partito, ma lo dico senza polemica: Rossi è una persona intelligente, sono sicuro che farà tesoro di questi elementi”. Il sindaco ha poi garantito che con la Regione senz’altro dal Comune di Firenze “la collaborazione istituzionale non è mai mancata e non mancherà: è quello che si
aspettano da noi tutti i cittadini”.

Riguardo al tema della Tramvia nardella ha detto: “ad oggi siamo nei tempi ma non dobbiamo abbassare la guardia, perché questi sono mesi decisivi per capire se siamo in tempo per finire linee a febbraio 2018″. Rispetto all’ultimo tra gli sviluppi dei cantieri più gravosi sulla circolazione cittadina, il maxi intervento in area stazione, il sindaco ha spiegato che “la viabilità nell’area è abbastanza critica ma per ora regge; il test non è andato così male”.

Dichiarazioni opposte invece riguardo la servizio Ataf, che secondo Nardella andrebbe migliorato: “mi fa arrabbiare molto, ricevo lamentele, poi spesso prendo l’autobus, e vedo che le cose non funzionano. Ho chiesto alla Città metropolitana di verificare le disfunzioni e applicare le sanzioni come da contratto nel caso in cui questo disservizio dipendesse dall’azienda di trasporti”.

 

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