Mamme sole con figli, Arezzo si mobilita

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Da venerdì 8 a domenica 10 dicembre la città si mobilita per aiutare la Fondazione Casa Thevenin, che offre accoglienza a mamme sole con bambini, a ragazzi in difficoltà scolastica o familiare e ospita donne in situazioni di disagio.

L’occasione la offre il primo Festival dei Madonnari che avrà luogo durante il ponte dell’Immacolata: sette artisti della scuola napoletana saranno protagonisti di una colorata e pacifica invasione delle piazze e delle vie della città toscana, dove realizzeranno le loro opere dipinte. Le immagini create dei madonnari (che ad Arezzo lavoreranno su pannelli multistrato), saranno destinate ad un vendita benefica il cui ricavato si andrà a sommare alle offerte raccolte ”a cestino” durante il loro lavoro in strada. L’Amministrazione Comunale devolverà la somma ricavata alla Fondazione Casa Thevenin. Altro luogo per libere donazioni finalizzate alla stessa causa sarà la Fortezza che nei giorni della manifestazione è la ”casa dei bambini”. L’ingresso è gratuito ma, anche qui, chi vorrà potrà lasciare un pensiero per Casa Thevenin.

“Arezzo è da sempre una città solidale – commenta Marcello Comanducci, assessore al turismo – Abbiamo pensato che il Festival dei Madonnari fosse una bella opportunità per lanciare una raccolta fondi finalizzata a sostenere l’opera di una delle realtà più attive del territorio. Il cartellone di Arezzo città del Natale che offre divertimento e a grandi e piccini fa pertanto appello alla generosità dei cittadini e dei tanti visitatori che scelgono di venire a trovarci. Anche questo è un modo di vivere la festa”. Il cartellone ‘Arezzo Città del Natale’ voluto e ideato dal Comune di Arezzo è realizzato con la collaborazione di molte associazioni culturali e di categoria, aziende locali e artisti.

Suor Gabriella Thevenin veniva dalla Francia e arrivò ad Arezzo nel 1861, dopo essere stata per alcuni anni Suor Servente nel Conservatorio di Fermo (AP), chiamata dalla comunità per dare inizio alla nuova opera degli Asili Aliotti.
Suor Thevenin fu la prima Suor Servente di quella istituzione.Entrò subito nel cuore e nella vita di quel piccolo nucleo di bambini, sei o sette all’inizio, che però, alla fine del primo anno di attività, erano già centocinquanta. In questi primi anni della sua permanenza ad Arezzo suor Thevenin aveva notato qualcosa che gli altri non avevano percepito: mancava in città un orfanotrofio che si prendesse cura di bambine e ragazze orfane le cui condizioni erano quelle di una continua emergenza. Iniziò così a pensare di colmare questa lacuna ampliando alcuni locali degli asili per accogliere le orfane. (dal sito della Fondazione)

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