MAFIA, PENTITO LA BARBERA: «PENSAMMO DI COLPIRE LA TORRE DI PISA»

Le dichiarazioni nel corso del processo sulla trattativa Stato-Mafia. Il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, le ha commentate ai nostri microfoni

e83aa11f0e7277d9a221b94e99474516La mafia progettava un attentato alla Torre di Pisa. Lo ha raccontato il pentito Gioacchino La Barbera nel corso di un’udienza del processo sulla presunta trattativa Stato-Mafia. La Barbera ha raccontato della trattativa parallela che sarebbe avvenuta tra il boss Nino Gioè e i carabinieri attraverso l’estremista di destra Paolo Bellini. Quest’ultimo avrebbe suggerito a Gioè l’idea di un attentato contro la Torre, per il quale era già stato preparato l’esplosivo. Un piano inserito all’interno della strategia stragista di Cosa Nostra del 1993, che colpì il patrimonio artistico nazionale con gli attentati contro le chiese di San Giovanni al Laterano e San Giorgio al Velaro a Roma, l’Accademia dei Georgofili a Firenze e il Padiglione di Arte contemporanea di Milano, stragi che costarono la vita a 10 persone.
Il ritrovamento dell’esplosivo ad opera di un pentito avrebbe sventato l’attentato contro la Torre di Pisa, che sarebbe stato comunque accantonato dopo gli arresti dei boss mafiosi del 1993. «Dichiarazioni agghiaccianti, che ci ricordano come il rischio all’epoca fosse concreto e come contro la brutalità della mafia occorra sempre tenere alta la guardia», ha commentato ai nostri microfoni Marco Filippeschi, sindaco di Pisa.

 

 

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