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“LIBERATE GABRIELE”, L’ITALIA SI MOBILITA PER DEL GRANDE.

Gabriele_del_GrandeA 10 giorni dal fermo al confine con la Siria, dove stava facendo alcune interviste, il reporter e documentarista toscano è ancora trattenuto in un centro di detenzione amministrativa in Turchia. Giani: “Il grido dei toscani per Gabriele libero”

Ieri 19 aprile, non gli è stata concessa la possibilità di incontrare le autorità consolari né il suo legale. Un trattamento che ha fatto salire ulteriormente la tensione tra Roma e Ankara. Dopo la telefonata di ieri ai familiari, in cui ha annunciato l’avvio di uno sciopero della fame, Del Grande è rimasto senza contatti con l’esterno nel centro di identificazione ed espulsione di Mugla, sulla costa egea meridionale, dove era stato trasferito dopo la detenzione iniziale ad Hatay. Le autorità locali, secondo fonti turche, dovrebbero autorizzare la visita consolare venerdì.

Il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha chiamato il suo omologo turco, Mevlut Cavusoglu, per ribadire la “ferma richiesta del rilascio immediato” di Del Grande. Alfano ha spiegato di aver ricevuto il “massimo impegno” dal governo turco sul fatto che “le procedure verranno concluse al più presto”. “La questione delle procedure non può in alcun modo impedire l”assistenza legale e consolare e ogni forma di sostegno”, ha aggiunto il ministro, precisando che “il caso è seguito al massimo livello e con la massima attenzione possibile”. In Turchia, il dossier viene considerato “di massima sensibilità”. A suggerire che le procedure per il rimpatrio del reporter “potrebbero essere non brevi” è il presidente della Commissione diritti umani, Luigi Manconi, secondo cui nelle presunte accuse a carico di Del Grande, tuttora non formalizzate, sarebbero emersi “profili di sicurezza nazionale”. Per questo, spiega Manconi, che si è fatto portavoce anche dei familiari, “oggi è indispensabile una mobilitazione” e “una stretta alleanza con le istituzioni per restituire Gabriele alla libertà”.

Ora dopo ora, cresce la mobilitazione in Italia. Dal Senato, gli amici del reporter hanno lanciato un appello alle istituzioni firmato da giornalisti e artisti. Sul web, tantissimi utenti hanno aderito alla campagna #iostocongabriele per chiederne il rilascio. L’hashtag è stato rilanciato anche dall’ex premier Matteo Renzi. Appelli in suo favore sono giunti dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, e da quello dell’Europarlamento, Antonio Tajani. Il M5s Europa, in un post sul blog di Beppe Grillo, chiede invece la convocazione dell’ambasciatore turco a Roma. Numerose anche le iniziative in piazza. Manifestazioni sono state organizzate a Torino, Milano, Pisa.

6339f77e-e375-4430-bf04-d40ba292ac82Al presidio di Lucca, la città di Del Grande, ha partecipato il governatore della Toscana, Enrico Rossi. All’Italia è stato offerto anche il supporto dal ministero degli Esteri tedesco: “Se ci sono possibilità di collaborare e di migliorare le possibilità di successo, lo faremo”.

“Per ora sia l’avvocato che il Consolato non sono riusciti a parlare con Gabriele, quindi novità importanti per adesso non ci sono”. Così Massimo Del Grande, padre di Gabriele. I genitori di Gabriele abitano a Panicagliora, un piccolo paese della montagna pistoiese, dove gestiscono un bar-osteria. “Tutte le manifestazioni di affetto che si stanno moltiplicando in giro per l”Italia – ha detto ancora Massimo Del Grande – ci fanno un immenso piacere: oggi (ieri ndr.) la manifestazione a Lucca, stasera un’altra manifestazione a Pescia voluta dal sindaco Oreste Giurlani, e poi quella prevista per sabato a Palermo e tutte le altre iniziative che si stanno aggiungendo in varie città, dimostrano che la libertà è un bene importante a cui tutti tengono e contribuiscono a non farci sentire soli”.

“A dieci giorni da quello che chiamo un sequestro contrabbandato da fermo di polizia, la voce dei toscani, attraverso il Consiglio regionale, deve levarsi forte: vogliamo Gabriele Del Grande libero”. Così il presidente dell’Assemblea toscana, Eugenio Giani, invita tutti ad una grande mobilitazione e annuncia l’esposizione di un manifesto davanti all’ingresso di palazzo del Pegaso per “dare sempre più eco a questa vicenda”. “Guai a ripetere quanto successo per il caso Regeni – aggiunge in una nota -. A noi tutti il compito di amplificare il grido del popolo toscano per Gabriele libero. Non concedere ai legali di poter constatare lo stato di detenzione del nostro concittadino non fa ben sperare”. Secondo Giani “a maggior ragione la Toscana deve alzare la voce ancora più forte e il nostro Parlamento deve sbrigarsi ad approvare la legge che riconosce il reato di tortura”.

Il consigliere regionale Pd Stefano Baccelli ha resentato una mozione, sottoscritta anche da altri consiglieri Dem, che chiede alla Regione Toscana un impegno nei confronti
del Governo e del Parlamento Europeo per fare chiarezza su motivi e modalità del fermo e per la rapida liberazione di Del Grande. Il documento sollecita anche l’affissione di un manifesto nella sede del Consiglio regionale toscano per mantenere alta l’attenzione sulla vicenda.

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