“L’HISTOIRE DU SOLDAT” DI STRAVINSKY AL TEATRO GOLDONI

Histoire

Mercoledì 24 maggio alle ore 20 si terrà la prima rappresentazione de “L’histoire du soldat” al Teatro Goldoni di Firenze, nuova creazione di Alessandro Talevi e Kara McKechnie direttamente ispirata all’opera di Igor’ Stravinskij.

L’opera “L’histoire du soldat”, definita da Stravinskij stesso come «la folle iniziativa», nasce da un intreccio teatrale con pochi strumenti e personaggi, senza canto ed una narrazione senza scena. Composta negli ultimi giorni prima delle guerra, trae spunto da due fiabe russe: “Il soldato disertore e il diavolo” e “Un soldato libera la principessa”, che rimandano al mito di Faust. La storia raccontata è quella di un soldato, Joseph che cede il suo violino al diavolo in cambio di un libro contente indicibili ricchezze. Il diavolo propone al soldato un patto: resteranno tre giorni insieme durante i quali Joseph gli insegnerà a suonare il violino e lui insegnerà a Joseph a leggere il libro. Il soldato accetta ma allo scadere dei tre giorni, quando sta tornando finalmente a casa, Joseph si rende conto che in realtà sono passati tre anni: la sua ragazza si è sposata e ha un figlio con un altro. Le ricchezze che ha ottenuto, inutili, torneranno al diavolo che, anche se sconfitto, si prenderà la sua rivincita. Sarà una partita a carte a cambiare il corso della storia: il soldato riuscirà a far ubriacare il diavolo sopraffacendolo.

“L’histoire du soldat” è frutto della collaborazione di Stravinskij con un gruppo di artisti locali del cantone di Vaud e con lo scrittore Charles-Ferdinand Ramuz. Il lavoro nasce a causa di necessità economiche: Stravinskij, in esilio dal suo paese, infatti stava cercando soluzioni per guadagnare denaro ed assieme a Ramuz idearono un’opera di ridotte dimensioni da portare facilmente in tournée nelle città di provincia della Svizzera. Stravinskij sceglie un racconto popolare russo dalla raccolta di fiabe primitive di Alexander Afanas’ev, che era stata oltretutto materiale di ricerca anche per “L’uccello di fuoco” e “Petruška”. Ramuz lo trascrive in versi francesi in rima, eliminando l’originale contesto russo in favore di un’ambientazione universale con riferimenti alla Svizzera contemporanea. Ramuz nel suo lavoro altera significativamente la trama, aggiungendo in maniera abbastanza didattica tocchi di morale calvinista, entrando così in contrasto con le opere di Stravinskij sino a quel momento della sua carriera.

La rilettura fatta da  Alessandro Talevi e Kara McKechnie verrà presentata in data 24 maggio al Teatro Goldoni in occasione del centenario della prima guerra mondiale, che si terrà nel 2018.

In questa rivisitazione Stravinskij si fonde con il personaggio del Narratore e rivede sé stesso nel Soldato quando riflette sui suoi passati errori e sulle difficoltà del presente: “il Soldato è un disertore dalla coscrizione forzata; Stravinskij è un disertore involontario dalla sua patria”. Entrambi lontani dal far ritorno alla loro terra natia, ostacolati dagli inganni del Diavolo – che in questa nuova produzione è presentato come qualsiasi persona o cosa sia sentita come nemica dal Narratore: talvolta come la Guerra, altre volte come la Morte, che priva Stravinskij della famiglia, degli amici e minaccia la vita di sua moglie, e altre volte ancora come la Lussuria, il bisogno sessuale di cercare altri amanti. In questo contesto riadattato alla vita di Stravinskij vediamo come “il Diavolo si tramuta in Sergej Diaghilev, manipolatore, seduttore, capriccioso, e anche in Vladimir Lenin, il cui partito bolscevico dell’autore detestava e considerava la morte della Russia”.

L’aspetto autobiografico permette un focus sul tema dell’esilio, con tutte le sue conseguenze: “la diserzione, la nostalgia e l’essere senza radici, sia relativamente alla vita di Stravinskij che alla trama de ‘L’histoire'”.

Alessandro Talevi e Kara McKechnie descrivono come nella loro opera venga enfatizzato “il bisogno universale dell’artista di dare espressione alla creatività di fronte all’insicurezza, alla sofferenza e alla terribile catastrofe umana. L’esperienza multi-nazionale e multi-linguistica di Stravinskij offre importanti stimoli e si traduce in un lavoro che utilizza le lingue dei principali Paesi che prendono parte alla Prima Guerra Mondiale: Inghilterra, Francia, Germania, Russia e Italia. ‘L’histoire du soldat’, una composizione che combina gli elementi espressivi di musica, recitazione, narrazione e danza, è ampliata nelle sue sezioni in prosa da un disegno sonoro che riempie i vari scarti narrativi e contribuisce a trasportarci all’interno del mondo immaginario e dei ricordi nostalgici del compositore. L’atmosfera ed il realismo dell’originale racconto popolare russo sono richiamati in tutta la produzione e segnano un punto di partenza dove la tensione tra l’immaginazione di Stravinskij e quella del suo poeta è in forte rilievo e fornisce impeto drammatico al lavoro”.

Per informazioni: http://www.operadifirenze.it/it/

 

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