lunedì , 1 maggio , 2017 8:12
BIll Viola - Palazzo Strozzi
Home / Programmi / A Scuola dagli Alberi / IL MUSEO ETNOGRAFICO DI SAN PELLEGRINO IN ALPE (LU) E I CASTAGNI DI RENAIO – MUSE ELLA NATURA 24

IL MUSEO ETNOGRAFICO DI SAN PELLEGRINO IN ALPE (LU) E I CASTAGNI DI RENAIO – MUSE ELLA NATURA 24

Il Museo etnografico di San Pellegrino in Alpe è uno dei più interessanti della Toscana, poco distante dal passo dell’Abetone, dove c’è un abete bianco monumentale. Castagni che arrivano ai 600 anni di età sono invece a Renaio, frazione di Barga..

LINK

Exif_JPEG_PICTUREIl borgo alla maggiore altitudine dell’Appennino, a quota 1525, possiede una delle collezioni di oggetti d’uso dei contadini di una volta, più suggestive della Toscana: il Museo etnografico di San Pellegrino in Alpe. Chi si trova in vacanza all’Abetone può fare un’esplorazione del passato, ma anche della natura che si trova nell’aura di ogni oggetto umano, dentro le stanze costruite per accogliere i viandanti che dalla zona di Modena scendevano verso Lucca e il mare. Il leggendario san Pellegrino stesso, che viveva in solitudine da queste parti, riposa da secoli accanto a san Bianco in un’urna della chiesa, sotto il tempietto di marmo di Matteo Civitali. Pellegrini era il cognome di don Luigi, il parroco che ha salvato dalla distruzione i tanti oggetti e i mobili di cui i contadini volevano disfarsi negli anni sessanta del novecento e che adesso, nei 14 locali del museo, ci aiutano a vedere come si viveva un tempo. Nel seminterrato dell’antico edificio in pietra, più fresco e adatto a conservare cibi e bevande come il vino e la grappa, ci sono torchi, bigonce e botti fatti col legno dei castagni, tanto diffusi soprattutto in passato in queste zone. Cesti che hanno contenuto frutta, erbe, prodotti dei campi e degli orti, devono ai rametti di salice l’intreccio flessibile, robusto e leggero, che avvolge anche le damigiane e i fiaschi. Strisce intrecciate di robusto legno di castagno servivano addirittura a realizzare la conca di ammollo delle lenzuola, da lavare con la potassa ottenuta mescolando nell’acqua bollente la cenere di faggi bruciati per scaldare la casa e cuocere il cibo. I loro frutti, le faggiole, erano state foraggio per gli animali o spremute per estrarne olio e con le foglie si potevano imbottire i materassi. Il letto matrimoniale della stanza da letto del Museo Etnografico di San Pellegrino in Alpe, però, ne ha uno pieno di quelle di mais, seccate dopo che i semi del cereale americano erano diventati farina per la polenta e i torsoli avevano sfamato i maiali. Fibre di canapa sono quelle della bella coperta colorata e del lenzuolo. Tronchi di castagno regolari come colonne svuotate, sono serviti a fare un armadio e una cassapanca fra i più originali. Le travi dei soffitti come gli infissi e le imposte devono al legno dei grandi alberi la loro solidità, così come le pendici dei monti si mantengono compatte con l’intreccio delle radici vive che cuciono la terra alla pietra.

Un bell’albero monumentale si trova all’Abetone ed è un abete bianco. Scendendo dal passo verso Pistoia, dopo poco facendo attenzione si vede un cartello sulla sinistra che lo segnala. Se si vuole rimanere in provincia di Lucca, invece, da Barga, salire per 11 chilometri verso la frazione di Renaio a 1000 m. slm. Qui si trovano grossi CASTAGNI di oltre 600 anni, vicini alle case e lungo il ripido pendio. Solo sul crinale ci sono dei faggi, che generalmente crescono proprio dai mille metri di altitudine in su. I castagni sono molto diffusi in questa zona. Sul versante opposto ci sono quelli tagliati a ceduo, per l’estrazione del tannino da parte di una fabbrica a fondovalle.

Anna Cassarino www.ascuoladaglialberi.net

Check Also

Exif_JPEG_PICTURE

IL MUSEO DELL’ACQUA DI SIENA E I SUOI ALBERI MONUMENTALI – MUSE DELLA NATURA 26

Il Museo dell’Acqua di Siena si trova alla fine di un percorso sotterraneo che porta ...

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


4 × = otto

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>