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I MUSEI DELLE API E DEL MIELE E L’ACERO DI SAN GENESIO – 28

La visita ai musei delle api e del miele in provincia di Bolzano e di Trento apre una porta su un settore di grande fascino, sorprendente per visitatori di ogni età. Nelle loro vicinanze ci sono alberi monumentali all’altezza di tanta meraviglia.

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acero san genesioLe api sono insetti tanto affascinanti da aver convinto vari professionisti di successo nella società cittadina a lasciare tutto per dedicarsi all’apicoltura in campagna. Sulle minuscole creature da cui dipende la nostra stessa sopravvivenza, dato che al loro lavoro di fecondatrici di fiori dobbiamo la trasformazione in frutti per il nostro consumo, sono stati scritti molti libri. Durante le vacanze c’è la possibilità di vedere e verificare personalmente diversi aspetti che le riguardano. In Alto Adige, a Soprabolzano vicino al laghetto di Costalovara, a circa mille metri di altitudine c’è un antico maso (casa colonica) del quattrocento, restaurato e dedito all’apicoltura oltre che a museo di questa attività. Il bell’edificio dal tetto rinnovato ogni 15 anni con paglia di segale, è circondato da terreni in parte lasciati a prato, in parte ad orto, a campo, a bosco. Una guida spiega ciò che permette di apprezzare poi al meglio l’intero complesso e di esplorare con maggiore interesse il percorso didattico esterno, in un luogo di grande bellezza. Si potranno fare piccoli esperimenti di verifica, come quello per capire come vede l’ape che, al contrario di noi, visualizza i raggi ultra-violetti ma non il colore verde, inutile per lei che va in cerca solo di fiori. Non vede neppure il rosso, tranne il caso in cui gli ultra-violetti vi si riflettano in un modo particolare, grazie alla struttura dei petali. Anche i ragazzi visiteranno volentieri il museo, vicino ad un laghetto creatosi spontaneamente nel settecento e incrementato con una piccola diga che consentiva di utilizzare le sue acque anche per far funzionare segherie e mulini. Dalla vicina San Genesio, si prosegue verso il Weiler Faas per pochi chilometri, fino a trovare un ampio spazio aperto con dei bei prati e l’albergo Tomanegger i cui proprietari possono essere fieri della presenza, in posizione privilegiata, di un acero di monte la cui bellezza è difficile da uguagliare. La sua età è stimata intorno ai 400 anni, la sua magnifica chioma ha un diametro ci circa 30 m, come l’altezza. E’ fatto di vari grossi tronchi di bel legno rosato rivestito di scaglie.

In provincia di Trento, a Lavarone, c’è un altro museo del miele, con una notevole collezione di bugni (gli alveari più primitivi) che provengono da varie nazioni e periodi. C’è un alveare con una parete di vetro che mostra le attività delle api, le attrezzature usate in passato per prelevare e lavorare il miele, che a seconda dei periodi storici è stato fatto con un diverso rispetto. Cera, propoli e pappa reale sono altri prodotti di cui si impara l’origine e l’impiego. C’è anche un video e molte informazioni storiche per apprezzare maggiormente i biondi insetti e il delizioso alimento che producono e che possiamo assaggiare nel museo allestito e gestito dalla famiglia di apicultori appassionati. Poco dopo Lavarone, in direzione di Asiago, sulla destra una strada porta al più grande ABETE BIANCO italiano, di oltre 250 anni, 6 metri di circonferenza e 55 di altezza. E’ l’Avez del Prinzep,

Anna Cassarino www.ascuoladaglialberi.net

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