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“I DUELLANTI” DI CONRAD IN SCENA ALLA PERGOLA

i duellanti pergola

In scena al Teatro della Pergola di Firenze “I duellanti”, tratto dal libro di Conrad.

FIRENZE- Va in scena da giovedì 11 a domenica 21 febbraio al Teatro della Pergola, “I duellanti“, spettacolo tratto dall’omonimo libro di Conrad,  ‘un racconto militare’  che prese spunto da una serie di conversazioni che lo scrittore ebbe a Montpellier con un ufficiale di artiglieria. E’ una storia di uomini, armi, inutili eroismi e stupide follie, la cronaca di una lotta interiore contro se stessi. I duellanti, interpretati da Alessio Boni e Marcello Prayer, che curano la drammaturgia con Roberto Aldorasi e Francesco Niccolini (autore della traduzione e adattamento), mentre la regia è dei soli Boni e Aldorasi, si presentano come un’opera su di un mondo in rapida estinzione e, al tempo stesso, come un capolavoro dell’assurdo: è la storia di due pazzi fuori dal tempo che giocano a farsi a pezzi, senza riuscire a smettere. Lo spettacolo, accolto con favore al Festival dei Due Mondi di Spoleto la scorsa estate, inizia dal teatro fiorentino la sua tournée nazionale. Giovedì 18 febbraio, alle ore 18.00 sempre alla Pergola, Alessio Boni e Marcello Prayer incontreranno il pubblico.

È la prima volta in assoluto che viene adattato per il teatro Un racconto militare: il duello, pubblicato da Conrad nel 1908 e tratto da una serie di conversazioni che lo scrittore polacco ebbe a Montpellier con un ufficiale di artiglieria. Tuttavia l’opera di Conrad fu a lungo snobbata dalla critica, ritenuta minore rispetto ai precedenti lavori. È stato invece il cinema a portare il libro al successo nel 1977 con I duellanti di Ridley Scott. Al Teatro della Pergola, da giovedì 11 a domenica 21 febbraio, Alessio Boni dà corpo a l’elegante Armand D’Hubert, mentre Marcello Prayer è il sanguinoso Gabriel Florian Feraud, il suo eterno sfidante. Entrambi i personaggi incarnano un’epoca agitata da sogni di conquista imperiali e dalle disillusioni della Restaurazione. Con loro in scena ci sono anche Francesco Meoni, alle prese con una prova impegnativa (cinque ruoli: lo zio di Adèle, il colonnello Marchand, il potentissimo Fouché, un soldato e un giardiniere) e la violoncellista Federica Vecchio, che quando non suona si offre nelle vesti di Adèle, la fidanzata di D’Hubert, e madame de Lionne. La messinscena è stata collettivamente organizzata: Francesco Niccolini ha tradotto e adattato il racconto di Conrad, la drammaturgia è di Alessio Boni, Roberto Aldorasi, Marcello Prayer e dello stesso Niccolini, mentre la regia è dei soli Boni e Aldorasi. Nel resto della produzione, spicca un nome storico dello spettacolo italiano, che ha insegnato a tirare di scherma ai più grandi attori di tutto il mondo, il maestro d’armi Renzo Musumeci Greco. La produzione è Goldenart, mentre la Fondazione Teatro della Toscana ha fornito gli spazi del Teatro della Pergola per il laboratorio di drammaturgia sul testo.

“La sfida iniziale tra D’Hubert e Feraud non si conclude”, interviene Alessio Boni, “per via del codice cavalleresco: se uno dei due viene ferito e non muore bisogna sospendere il duello, altrimenti si è dei vigliacchi a colpire qualcuno che è steso a terra e che non riesce più a duellare. Questo duello ha vent’anni di ripercussioni tra loro due, ed è una follia, che continua a perseguitare questi due esseri umani. Si sfidano come avversari, ma allo stesso tempo si rendono conto di non poter fare a meno l’uno dell’altro. Il messaggio dello spettacolo, al di là del sangue e del duello, è che in qualsiasi ambito tu abbia scelto di muoverti prima o poi una stoccata nella vita devi darla perché quando sei nato non puoi più nasconderti”. “Il duello è una metafora di quanto ci mancano oggi la dignità, l’etica, il rispetto e l’onore”, ragiona Alessio Boni, “un monito per prendere in mano la propria vita e non semplicemente sopravvivere, piuttosto tentando di vivere fino in fondo la nostra esistenza, senza mollare mai. È come se i personaggi fossero dei folli che si ritrovano là sotto per combattere ed è solo così che si assapora la vita, mentre sopra c’è la vita nella sua tetra serenità. “Non sopravvivete, ma vivete e date la stoccata in qualcosa”: questo è quello che I duellanti vogliono significare”. Uno scontro violento e inevitabile, desiderato, dove, in realtà, il vero avversario non esiste. Anzi, molto peggio: il vero avversario siamo noi stessi.

Info e Biglietti: www.teatrodellapergola.com

 

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