Gelli (PD): pensare a voto per migranti residenti stabili

Federico Gelli

“Credo che si debba andare con gradualità”, ma “le persone che vivono nel nostro paese, che pagano le tasse, che usufruiscono dei nostri servizi sociali e contribuiscono con il loro reddito ad incrementare il prodotto interno lordo”, dovrebbero poi anche poter “esprimere il loro voto e la loro preferenza politica”.

Lo ha detto Federico Gelli, deputato Pd e presidente della Commissione parlamentare
d’inchiesta sui migranti, a proposito della raccolta di firme, sottoscritta da alcuni parlamentari ed ex ministri, per estendere il diritto di voto agli immigrati stabilmente
residenti in Italia.
“Ovviamente il processo deve essere fatto con grande gradualità, grande attenzione per evitare strumentalizzazioni”, ha affermato Gelli a margine di un convegno sulla riforma del Terzo settore, e sottolineando che “ci sono dati particolarmente importanti ad esempio che vengono riferiti dall’Inps, ogni anno arrivano all’Inps qualcosa come 8 miliardi di contributi previdenziali versati dagli immigrati regolarmente presenti nel
nostro territorio”.

Gelli è intervenuto anche sulla legge sullo Ius soli Credo che le paure che vengono
paventate siano solo un’arma strumentale per cercare di raccogliere strumentalmente consenso elettorale” ha detto.
“Io sono molto favorevole a questa norma – ha detto, a margine di un convegno sulla riforma del Terzo settore – l’ho votata convintamente alla Camera, ho dato il mio contributo anche in termini di informazione e di comunicazione su un argomento che invece viene strumentalizzato in maniera ideologica. Io credo che un bambino che nasce nel nostro paese, che fa un percorso formativo come i nostri figli, che parla
addirittura con gli accenti del dialetto delle nostre terre, debba essere giustamente riconosciuto a tutti gli effetti cittadino di questa Repubblica”.

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