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FIRENZE: SCUOLA, FA DISCUTERE IL NUOVO MENU’ INVERNALE

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Cibi insoliti e porzioni troppo piccole: fanno discutere i nuovi menù invernali delle mense scolastiche. Il Comune si dice pronto a cambiare.

Non è ancora entrato in vigore, ma il nuovo menù ‘invernale’ che verrà proposto nelle scuole di Firenze a partire dalle prossime settimane ha già suscitato forti polemiche: a quanto pare vellutata di zucche con quinoa e zuppa di cipolle, crema di porri, farinata di cavolo nero e cecina non incontrano il gusto dei genitori, che già avevano protestato per il menù estivo e che, proprio in questi giorni, hanno promosso una raccolta firma rilanciata da ‘La Nazione’ contro le novità delle mense.

Sotto accusa non sono solo le “bizzarre” scelte alimentari – che pure fanno discutere: “Non è giusto imporre il pane integrale”, dicono alcuni genitori dell’istituto comprensivo Beato Angelico – ma anche la quantità dei cibi: “Le porzioni sono troppo piccole”, denuncia una mamma della scuola elementare Vamba. La richiesta – affidata ad una lettera – è che i menù vengano rivisti e reintegrati con i piatti che “piacciono ai bambini”, altrimenti si dicono pronti a ricorrere al “diritto al panino”: il diritto, cioè, di portare a scuola pasti fatti a casa, riconosciuto anche dal tribunale di Torino.

La reazione non è passata inosservata. Dal Comune spiegano che le scelte dei menù vengono fatte sulla base delle osservazioni ricevute dalle ‘commissioni mensa’, composte da genitori in alcune scuole della città, secondo le quali, ad esempio, il pane integrale era stato maggiormente gradito dai bambini. “Ma se così non è”, annuncia il vicesindaco Cristina Giachi, “siamo pronti a cambiarli. Non ci sono dogmi, non siamo talebani della quinoa”. E ancora: “Abbiamo introdotto novità consigliate dalla più moderna scienza dell’alimentazione e ai bambini bisognerebbe far assaggiare anche piatti che non conoscono”.

Quanto alla quantità delle pietanze, i menù vengono decisi dai medici nutrizionisti della Asl e condivisi con la federazione di pediatri; per cui “se i medici indicano alcune porzioni il comune non può che rispettarle”, conclude il vicesindaco. Sulla necessità di abituare i bambini a mangiare cibi nuovi interviene anche Stefania Vezzosi, dietista dell’Usl di Pistoia, secondo la quale “serve tempo per far conoscere ai bambini un sapore nuovo. Nel Pistoiese, ad esempio, c’era stata la polemica sulla polenta, che ora è piatto fisso nel menù. C’è voluto tempo per farla accettare. Le maestre e il personale del servizio mensa hanno un ruolo importante in questo”

Nel frattempo, in queste settimane in tutti i quartieri di Firenze si svolgeranno degli incontri per discutere con i genitori dei menù delle mense, sebbene anche questa decisione abbia suscitato alcune polemiche: l’orario scelto, le 14.30, risulta infatti scomodo a molti genitori che lavorano.

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6 comments

  1. Non credo ai miei occhi: quando ero bambino avrei mangiato volentieri vellutata di zucche, zuppa di cipolle, crema di porri, farinata di cavolo nero, cecina, e invece no! Carne, carne e carne, con tristi carote lesse o insalata mista, su indicazione di pediatri più o meno consapevolmente prezzolati dalla nascente zootecnia industriale italiana. Qualche parente mi diceva: “mangia la carne, beato te che la puoi avere, noi da bambini non ce la potevamo permettere”; e giù a vantare roba per me immangiabile come finocchiona, soprassata e trippa. Capii l’antifona, non si mangiave in base a quel che piace o che fa bene, ma come status symbol, come nel Rinascimento, quando al Buontalenti i medici raccomandavano di mangiare verdure diuretiche per guarire dalla sua dolorosa e invalidante gotta, ricevendo a tutta risposta che nella sua condizione sociale l’archistar non poteva accettare una dieta da poveri.
    Vomitare tutta la carne che mi veniva somministrata (per me era facile, mi bastava concentrarmi sul suo gusto) fu un’intuizione geniale: già in tenera età ottenni per me la dieta vegetariana e una consistente riduzione della carne anche negli adulti della famiglia, ingolositi dalle ricette che facevano per me; il tortino di carciofi che preparava mia mamma seduceva tutti

  2. Ancora una volta la deficienza massima del genitore medio italiano si conferma! Invece di essere contenti che c’è gente che studia quanto di megli odare ai figli, loro vorrebbero continuare a rimpinzarli di bastoncini findus! Il “gentismo” ormai ha raggiunto vette non più contenibili, pur di lamentarsi e “indignarsi” si va anche palesemente contro i nostri stessi interessi… mah…

    la polemica sul “diritto al panino” poi fa ancora più ridere, o piangere… radical-chiccismo d’accatto di matrice hippy-californiana da due soldi, W l’individualismo ora e sempre e chi se ne frega se così i nostri figli imparano sin da subito che si fa sempre come si vuole, che esistono i poveri con meno o peggio da mangiare e sono cazzi loro perché, uè, la MIA libertà prima di tutta. Ci vorrebbe l’Unione sovietica per questa gente.

    Augh, ho detto

  3. chiara mescolini

    A chi commenta senza neanche sapere di cosa si tratta….
    Siete stati in mensa???? avete visto i piatti che propinano ai bambini????? Li avete annusati? assaggiati??? La farinata era una massa informe tutta appallottolata con delle foglie enormi di cavolo. La vellutata di porri lasciamo fare. Alla fine della storia ai bambini vengono date porzioni assurde ed anche la vicesindaco ha confermato che è così. I bambini hanno fame, ma non perchè non danno carne tutti i giorni, perchè la qualità dei piatti serviti è da canile ed i bambini ovviamente non mangiano. I bambini mangiano prima con gli occhi e poi assaggiano ma se il piatto proposto sembra il pastone dei maiali (nemmeno del cane) è chiaro che neanche lo mettono in bocca. Anche noi adulti avremmo seri problemi ad assaggiare quelle “COSE”…non posso definirle pietanze.
    L’Unione Sovietica ci vorrebbe a chi parla senza sapere.

  4. A scuola di mio figlio la cosa non è così tragica, diventa tragica quando i genitori la fanno tragica, la quinoa è un aimento validissimo ricco di proteine e a basso carico glicemico. La farinata è esattamente come lei Sig.ra Mescolini la descrive.. ha visto la ricetta e le foto su internet? inoltre si ricordi chè di una mensa e non di un ristorante che sta parlando. Inoltre con questi alimenti da cani come li definisce lei tutelano la salute di suo figlio, che evidentemente lei non sa come fare a tavola e quindi dovrebbe ringraziare. Le porzioni assurde, perchè noi pensiamo che i bambini debbano mangiare come adulti ma non è così. I bambini non mettono in bocca cosa diverse perchè non sono abituati, le verdure sono un surplus, e non le conoscono neanche visto vengono date solo come passati o polpette, a casa cosa mangiano bastoncini, cordonblu,…ecco perchè il menu non piace perchè non piace a voi genitori

    • chiara mescolini

      prima cosa signra Irene io sto attenta alla salute di mia figlia dalla mattina a sera.
      Fin da piccola mangia frutta e verdura e niente porcherie. Nel pranzo e nella cena di mia figlia la verdura non mangia mai ed avendo l’orto mangia sempre verdura buona e di stagione.
      I biscotti della colazione li faccio io con tutti prodotti bio e del contadino e pochissimo zucchero. A casa mia si mangia parecchio ma parecchio bene provare per credere e siccome sono abituata a mangiare BENE posso dire con certezza che i piatti serviti a mensa fanno schifo! Si assicuri di sapere prima con chi sta parlando….mi dia retta……….

    • chiara mescolini

      ah e per la precisione….io non so lei cosa è abituata a mangiare a casa sua…ma la farinata di cavolo nero non è una massa informe (palle intere di farina) con foglie intere di cavolo (tra l’altro pericolose per rischio di soffocamento per i bimbi più piccoli se non le masticano correttamente) ma è una piatto più uniforme…non sono palle di farina. Ma bisogna vedere lei cosa fa a tavola…cosa presenta. Forse è per questo che a scuola i suoi figli mangiano tutto………

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