FEMMINICIDIO: PER MICHELA, AD UN ANNO DALLA MORTE

downloadToscana Aeroporti, di cui Michela Noli era dipendente, invita alla commemorazione della collega Michela, assassinata dall’ex marito lo scorso 15 maggio. L’evento si terrà il prossimo Lunedì’ 15 maggio, alle ore 17:00 presso la sala consiliare di Villa Vogel.

15181432_1351825784857302_7729880643961097317_n-310x165Interverranno Paola Alberti, la madre di Michela (foto negli studi di Controradio), Mirko Dormentoni, Roberto Naldi, Vice Presidente di Toscana Aeroporti, Teresa Bruno, Presidente di Artemisia, Nicolina Cavallaro, Presiente dell’Associazione Impronete di Altro Genere. “Al termine – recita l’invito della società – ci recheremo con un fiore presso la “Panchina Rossa” del Parco di Villa Vogel”.

E’ stata raggiunta da più di quaranta coltellate Michela Noli, la donna di 31 anni uccisa dall’ex marito Mattia Di Teodoro, che poi si è tolto la vita, la sera del 15 maggio scorso a Firenze. È quanto emerse dai primi risultati dell’autopsia disposta dal pm Vincenzo Ferrigno. Secondo quanto appreso, molte delle coltellate (all’esame esterno erano sembrate una ventina) avrebbero raggiunto punti vitali lesionando organi interni. La mattina del 15 maggio Di Teodoro si era recato a casa del nuovo compagno della donna, trovandoli insieme. Secondo quanto accertato dagli investigatori, sapeva che lei era lì poiché aveva installato un gps sulla sua auto. Si tratta di un collare gps per cani, trovato questa mattina dalla polizia che ha ispezionato la vettura. Ancora da stabilire come funzionasse l’apparecchio. Solitamente questo tipo di gps, facilmente acquistabile su siti internet specializzati, è collegato al cellulare attraverso un’applicazione ed è dotato di batterie della durata di alcune settimane.

Toscana Aeroporti la ricorda con un progetto di prevenzione dedicato a tutti i dipendenti. Per fare in modo che nessuna altra separazione di una coppia possa avere un epilogo tragico come quello di Michela. L’iniziativa si chiama proprio “Progetto Michela”. Si tratta di una sensibilizzazione dei dipendenti dell’azienda, con una formazione specifica per i dipendenti “sentinelle”, figure che possano essere in grado di orientare chi ne ha necessità verso i centri antiviolenza del territorio.

Il progetto prevede anche azioni a sostegno dell’autonomia delle donne e dei loro figli sopravvissuti a situazioni di violenza: consulenze psicologiche, legali e all’accompagnamento giudiziario, ma anche una «borsa lavoro», di durata variabile dai 3 ai 6 mesi con una retribuzione prevista di circa 500 euro mensili, e «borse affitto» da 1.500 euro ciascuna che possano consentire di sostenere le spese iniziali di caparra e agenzia. Il progetto è realizzato con l’Associazione Artemisia.

 

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