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DISCO DELLA SETTIMANA: THE JESUS AND MARY CHAIN

the jesus and mary chain

Scintillanti gioiellini pop in bilico tra melodia e rumore, è quello che aspettavamo ed è quello che è arrivato. I Jesus and Mary Chain sono tornati!

The Jesus And Mary Chain pubblicano il loro nuovo e attesissimo album in studio dal titolo ‘Damage and Joy’ per ADA / Warner Music. L’album è il primo dopo ‘Munki’, pubblicato nell’estata del 1998.

Capitanati dai fratelli Jim e William Reid, The Jesus And Mary Chain si sono rimessi insieme dopo tanti anni per esibirsi al festival di Coachella nel 2007. Nonostante i loro impegno live ci è voluto molto tempo prima che i due si mettessero d’accordo per ritornare in studio.

“Abbiamo iniziato – ci credete? – ad ascoltarci un pochino di più”, spiega Jim. “Negli ultimi due anni abbiamo sepolto un po’ l’ascia di guerra. Molta gente che ci conosce potrebbe dire che non ci siamo addolciti molto. Penso però che andasse fatto, oserei dire che la saggezza arriva con l’età. Vivi e lascia vivere e prendi in considerazione le opinioni degli altri”.

La lavorazione a ‘Damage and Joy’ (un riferimento alla traduzione inglese della parola schadenfreude) inizia nel settembre 2015 con il produttore Youth che ha contribuito anche al basso -e alla diplomazia- durante le sessioni a Londra, Dublino e Granada in Spagna. Alan McGee è stato il primo a confermare che un nuovo album dei JAMC stava per essere pubblicando dicendo alla CBC Music canadese “Hanno fatto un altro album! È una cosa pazzesca!”.

L’album è stato anticipato dal singolo ‘Amputation’, nel quale ondate di chitarra distorta e la voce di Jim si fondono per creare una traccia ipnotica che indirizza i suoi sentimenti “sull’essere tagliati fuori dal music business… Mi sentivo come tagliato fuori dal rock ‘n’ roll”.

L’album include qualche brano già noto in altre versioni, una nuova versione più raffinata di ‘All Things Must Pass’, che è stata presentata precedentemente prima nello show televisivo “Heroes” e poi in ‘Upside Down: The Best of The Jesus and Mary Chain’, e il brano garage–rock ‘Facing Up To The Facts’ che rivela “Odio mio fratello e lui odia me / così deve essere”.

“Fare un buon disco è una conquista se hai ventidue anni, farlo a cinquanta, come siamo noi ora, penso che sia un piccolo miracolo” dichiara Jim.

A due anni di distanza dal tour mondiale per il trentennale del loro acclamatissimo album d’esordio, “Psychocandy”, The Jesus and Mary Chain annunciano il loro ritorno in Italia : giovedì 6 LUGLIO a Gardone Riviera (Anfiteatro del Vittoriale) e venerdì 7 luglio a Pistoia (Pistoia Blues)

Così il disco è stato accolto da Sentireascoltare:

Dopo dieci anni e nessun album all’attivo, il clamore attorno alla reunion dei Jesus And Mary Chain era andato progressivamente scemando. Più volte annunciato e rimandato, il successore di Munki stava diventando una specie di creatura mitologica della cui esistenza nessuno poteva esibire prove certe. Le cose hanno iniziato ad ingranare nel corso del 2016 grazie anche al coinvolgimento del produttore Youth, una scelta fatta appositamente per redimere sul nascere ogni crisi che avrebbe potuto verificarsi in studio fra William e Jim. Così oggi ci troviamo di fronte un disco che di certo non deluderà i fan, soprattutto quelli che avevano perso di vista i Reid all’indomani dello scioglimento della band.

Chi ad esempio si è perso la parabola dei Freeheat (il gruppo formato da Jim all’inizio del millennio insieme a Romi Mori e Nick Sanderson dei Gun Club) si troverà di fronte a una mitragliata garage fuzz come Facing Up With the Facts (peraltro in una versione più potente rispetto all’originale). Ma le istantanee dal passato recente non mancano. Ci sono le delicatezze velvetiane prese in prestito dal progetto casalingo Sister Vanilla (quello portato avanti dal solito Jim insieme alla sorella Linda) e le sporadiche apparizioni che i Reid hanno compiuto negli ultimi tre lustri. Il tutto all’insegna di un noise pop narcolettico forgiato dai due appena le abrasioni di Psychocandy avevano iniziato a rimarginarsi.

È con i nuovi brani, però, che i Mary Chain dimostrano di essere ancora i migliori Mary Chain in circolazione. A fronte dei numerosi emuli apparsi negli ultimi anni, solo a loro riesce di spargere cinismo su temi 60s agrodolci come quello della spectoriana Always Sad o su mantra ipnotici come quelli di Simian Split (una specie di Reverence dalle aspirazioni noisy-jazz)Va da sé che il vetriolo nel corso degli anni si è annacquato, ma l’ansia che traspare dall’heavy garage di All Things Must Pass («Each day I wake / It’s gonna be my last») suona convincente proprio in virtù del rapporto dialettico fra i due fratelli e di un vissuto che nonostante la mezza età non accenna a regolarizzarsi.

Intendiamoci, è praticamente impossibile non ricondurre ogni frammento a qualche episodio noto di una carriera ultra trentennale (il più evidente? Song For a Secret: una Sometimes Always con Isobel Campbell al posto di Hope Sandoval) ed in fondo il motivo è semplice: il vocabolario dei Reid è fra i più circoscritti (potremmo dire “focalizzati”) della storia del pop. Facendo virtù di limiti tecnici e attitudinali i Nostri hanno abbozzato uno stile in cui è impossibile alterare alcun elemento senza andare incontro ad uno snaturamento che finirebbe per non accontentare nessuno. A Youth va dato atto di aver saputo fare un’ottima operazione di maquillage, donando freschezza e ampliando, dove possibile, la tavolozza sonora. È il caso della sabbathiana Mood Rider, delle distorsioni desertiche della già citata All Things Must Pass e dell’afflato pop che pervade un po’ tutte le tracce (a partire dall’opener Amputation) non appena la manopola del distorsore si abbassa.

Per il resto, l’enigma Jesus And Mary Chain rimane irrisolto. Nel senso che chi ne esalterà la coerenza avrà le stesse ragioni di chi, dal verso opposto, ne biasimerà la staticità. Il mondo è cambiato e i Reid no. Sarà la nostalgia, ma questa volta sembrano aver ragione loro.

così Rockol:

Album numero sette per la band scozzese dei fratelli Reid, che dopo 19 anni di silenzio discografico si ributtano in pista. Lasciamo subito da parte gli scetticismi di prammatica, perché questo “Damage And Joy” è davvero un bel disco e può tranquillamente stare al passo con il resto della produzione dei Jesus And Mary Chain.

Ora però l’esuberanza intrisa di miele letale è leggermente smussata ed emerge un lato in qualche maniera più maturo, che fortunatamente non scalfisce la forza della proposta (inimitabile, diciamolo) del gruppo: atmosfere minimali velvettiane, melodie bubblegum a presa rapida e rock chitarristico.

Certo le sei corde e il feedback sono meno torrenziali, meno deraglianti rispetto all’esuberanza sonica dell’età più giovanile, ma il rock è sempre ben presente in queste composizioni. Solo lievemente mitigato da una sorta di consapevolezza, un aggiustamento nella formula comunicativa, come accade crescendo. Ma, sostanzialmente la band non è cambiata di una virgola – è solo un pelo più raffinata. Prova ne è il fatto che il punto forte dell’album sono le ballate, piuttosto che i – pur godibilissimi – brani più rock.

Anzi, a testimonianza dell’immutata qualità e di una vena ancora ben viva, occorre sottolineare come diverse di queste composizioni siano in realtà versioni ri-registrate di pezzi dei Reid originariamente scritti e registrati nei periodi di assenza dei Jesus And Mary Chain: un’operazione di recupero che lascerebbe adito a storcimenti di naso e pensieri poco felici. Invece non è così: il materiale pulsa, è vivo, fresco e piacevole… la maledizione di questi due tizi sembra proprio di non essere in grado di scrivere canzoni brutte.

Bersaglio centrato, dunque, e disco consigliato a tutti i fan. Chi, invece, non conoscesse il gruppo, probabilmente dovrebbe evitare di iniziare con questo album e giungerci, semmai, dopo un ascolto propedeutico dei primi tre, per coglierne la progressione e il valore, contestualizzando il tutto.

I fratelli Reid hanno inventato questo sound. E 30 anni dopo ne sono ancora i depositari unici. Non è poco. Per niente.

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Per maggiori info vai su

http://thejesusandmarychain.uk.com/
https://twitter.com/TheMaryChain
www.facebook.com/JesusAndMaryChain/

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