venerdì , 28 aprile , 2017 19:55
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PM10, PARERE MOTIVATO BRUXELLES ALL’ITALIA

inquinamento atmosferico

C’è anche la Toscana tra le regioni interessate dalla procedura inviata da Bruxelles all’Italia riguardo il superamento del limite di Pm10 nell’aria. La Commissione europea ha inviato all’Italia una lettera con un parere motivato, seconda fase della procedura di infrazione, affinché adotti “azioni appropriate” per ridurre le emissioni di particolato Pm10. Come anticipato da Ansa, la procedura è stata avviata per la violazione dei limiti giornalieri di Pm10 in 30 zone. Sono coinvolte regioni quali Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Lazio e Sicilia. Il parere motivato si riferisce inoltre al superamento del valore limite annuale in 9 zone: Venezia-Treviso, Vicenza, Milano, Brescia, due zone della Pianura padana lombarda, Torino e Valle del Sacco (Lazio). Se l’Italia non risponderà con azioni concrete entro due mesi, la Commissione potrà deferire il caso alla Corte di giustizia dell’Ue. In Toscana il livello di polveri sottili è partcolarmente accentuato a causa del traffico che afflige in particolare l’area fiorentina e l’agglomerato urbano. Numerose sono state le ordinanze e i blocchi del traffico proclamati dal Comune ma il cui effetto non aveva fatto altro che creare una situazione di temporanea calma prima che i livelli di Pm10 tornassero a sforare i parametri record.

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VICENDA DEL GRANDE: LA REPRESSIONE DI ERDOGAN SULLA STAMPA

Erdogan repressione

Dopo la vicenda Del Grande sono ancora 154 i reporter nelle carceri di Erdogan. Allo stato attuale la Turchia detiene il record di giornalisti in prigione, tra cui anche un tedesco. “Un saluto a tutti i giornalisti che sono ancora in carcere in condizioni peggiori della mia, in Turchia e in tutto il mondo”. Al suo arrivo in Italia, Gabriele Del Grande ricorda che il suo è solo uno dei tanti casi di reporter finiti dietro le sbarre. Soprattutto nella Turchia di Recep Tayyip Erdogan, che oggi ne detiene il primato mondiale: 154 i cronisti in cella. Un numero aggiornato 5 giorni fa dall’osservatorio P24, quando alla lista si è aggiunto Ali Ergin Demirhan, direttore del sito antigovernativo Sendika, ‘colpevole’ di aver dato troppo spazio alle proteste contro i presunti brogli al referendum sul presidenzialismo. La situazione è precipitata dopo il fallito golpe militare del 15 luglio scorso, con l’aggiunta dello stato d’emergenza alla già rigida normativa antiterrorismo, cui Ankara tiene tanto da non rinunciarci neppure in cambio della liberalizzazione dei visti per i turchi, come chiesto dall’Ue. Molti dei reporter detenuti rischiano pene pesantissime, persino l’ergastolo. La maggior parte sono ex lavoratori dei media vicini a Fethullah Gulen, la presunta mente del colpo di stato. Secondo Erdogan, “non c’è differenza tra un terrorista con una bomba e uno che lo sostiene usando una penna”. Un mese fa, ha respinto di nuovo le accuse di silenziare la stampa nemica, definendo i giornalisti in prigione “tutti ladri, pedofili, terroristi”. Da più di 2 mesi, della lista fa parte anche il corrispondente turco-tedesco della Welt, Deniz Yucel, anche lui accusato di “terrorismo”. Un caso ben diverso da ...

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EARTH DAY 2017, 22 APRILE

Earth day

Le Nazioni Unite celebrano l’Earth Day ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile, si tratta della più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. L’Earth Day, nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra, fu fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo. L’Earth Day è una giornata di azione politica e di partecipazione civica durante la quale le  persone marciano, firmano petizioni, si incontrano con i loro amministratori eletti e prendono parte ad iniziative come piantare alberi e ripulire le loro città e strade. Le corporation ed i governi usano questa giornata per impegnarsi ed annunciare misure di sostenibilità, mentre i leader della fede, tra cui Papa Francesco, esortano alla protezione delle più grandi creazioni di Dio, degli esseri umani, della biodiversità e del pianeta su cui viviamo tutti. Nel corso degli anni la partecipazione internazionale all’Earth Day è cresciuta superando oltre il miliardo di persone in tutto il mondo: è l’affermazione della “Green Generation”, che guarda ad un futuro libero dall’energia da combustibili fossili, in favore di fonti rinnovabili, alla responsabilizzazione individuale verso un consumo sostenibile, allo sviluppo di una green economy e a un sistema educativo ispirato alle tematiche ambientali. Per festeggiare la ...

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RECORD DELFINI MORTI NEL 2016 SU COSTE ITALIANE

delfino

Sono 256 i delfini trovati morti lungo le coste italiane nel corso del 2016, un numero “ampiamente superiore a quello evidenziato negli ultimi anni” e probabilmente dovuto a un ceppo del virus del morbillo. Lo rileva, nel report annuale, il Centro di Referenza Nazionale per le Indagini Diagnostiche sui Mammiferi marini spiaggiati (C.Re.Di.Ma), istituito dal Ministero della Salute. Il numero di esemplari spiaggiati, segnala il report pubblicato sul sito del Ministero della Salute, ha risentito di “un picco di mortalità anomala verificatosi dal mese di luglio lungo il tratto ionico delle Regioni Puglia, Calabria e Sicilia, dove il numero di esemplari spiaggiati è risultato quasi quintuplicato”. Proprio in questo periodo è stato rilevato un aumento delle positività al Morbillivirus in concomitanza con il riscontro inusuale di lesioni microscopiche compatibili con un’infezione acuta sub-acuta nella maggior parte dei soggetti. Rispetto alle cause di origine infettiva, come negli anni precedenti, è stata evidenziata la persistente circolazione di agenti virali, come appunto Morbillivirus, ma anche Herpesvirus, protozoari, come Toxoplasma gondii.  “La percentuale di spiaggiamenti legati ad interazione con l’attività umana – si legge – rimane elevata anche se in linea con quanto osservato negli anni precedenti” ma “nel 35% dei casi non è stato possibile avanzare ipotesi per le cause del decesso”. Di recente, ad allarmare è stata una moria anomala di delfini verificatasi in Toscana, sulle cui coste sono stati ritrovati ben 14 delfini morti solo nel primo trimestre del 2017.  

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SALUTE: FIRENZE, ALLARME PSICHIATRI PER DIPENDENZA DA SMARTPHONE

SALUTE

La nomofobia, come viene definito il timore ossessivo di non essere raggiungibili al cellulare, colpisce per lo più giovani tra i 18 e 25 anni, con bassa autostima e problemi relazionali. Chi ne è colpito può arrivare a sperimentare veri e propri attacchi di panico, con tanto di vertigini, tremore, mancanza di respiro e tachicardia in caso di assenza di rete mobile o di cellulare fuori uso. Del problema, e dei suoi possibili rimedi, si parlerà in occasione del congresso nazionale di psichiatria dinamica in corso a Firenze. Per gli esperti il fenomeno della nomofobia è in parte collegato con l’uso compulsivo dei social: “L’abuso dei social network può portare all’isolamento – spiega Ezio Benelli, presidente del congresso e dell’International foundation Erich Fromm -, l’utilizzo smodato e improprio del cellulare può provocare non solo divari enormi tra persone, ma anche a chiudersi in se stesse e a alimentare la paura del rifiuto”. Secondo l’ente di ricerca britannico Yougov, più di 6 ragazzi su 10 tra i 18 e i 29 anni vanno a letto in compagnia dello smartphone, e oltre la metà degli utenti di telefonia mobile (53%) tendono a manifestare stati d’ansia quando rimangono a corto di batteria, di credito o senza copertura di rete. “Il fenomeno è in forte crescita” afferma Giuseppe Rombolà Corsini – psicologo, psicoterapeuta e vice direttore della scuola di psicoterapia Erich Fromm. “Un intervento utile – aggiunge – può essere quello della psicoterapia”, “attraverso una tecnica specifica come lo psicodramma, terapia di gruppo che ...

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USA: ITALIA IN ELENCO ‘PAESI A RISCHIO’ PER MORBILLO

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L’Italia e’ entrata nell’elenco dei Paesi ”a rischio salute” per gli americani che intendono viaggiare all’estero, a causa dei focolai epidemici di morbillo. I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta hanno emesso una nota in cui si invitano i cittadini in partenza per il Belpaese a prendere misure precauzionali: assicurarsi di essere vaccinati contro il morbillo o vaccinarsi; lavarsi spesso le mani; evitare di toccarsi il volto prima di lavarsi le mani. I Cdc consigliano inoltre ai cittadini americani di evitare contatti fisici con persone che potrebbero essere malate. Gli altri Paesi Ue inseriti nel nuovo elenco delle nazioni a rischio morbillo sono Germania e Belgio. L’unico altro nuovo allerta nella comunicazione degli esperti sanitari del governo Usa riguarda il Brasile per la febbre gialla. A fronte degli 844 casi segnalati nel 2016, dall’inizio dell’anno sono già stati registrati oltre  700 casi, un incremento di oltre il 230% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in cui se ne erano verificati 220. Le regioni più colpite sono il Piemonte, il Lazio, la Lombardia e la Toscana. Più della metà dei malati sono fra i 15 e i 39 anni. La ministra della Salute, Beatrice Lorenzin ha reso noti i dati nelle scorse settimane: “Serve applicare subito il nuovo piano vaccinale”. E dall’ospedale Bambino Gesù di Roma arriva la conferma di un forte aumento dei ricoveri anche fra i più piccoli, anche con gravi complicanze. Il morbillo, secondo i dati Unicef, uccide ogni anno circa 132.000 ...

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TURCHIA: DEL GRANDE CHIAMA LA COMPAGNA, DA STASERA SCIOPERO DELLA FAME

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“Da stasera inizio lo sciopero della fame e invito tutti a mobilitarsi per chiedere che vengano rispettati i miei diritti”. Lo ha annunciato chiamando la sua compagna e alcuni amici il documentarista toscano Gabriele Del Grande. “Sto bene, non mi è stato torto un capello ma non posso telefonare, hanno sequestrato il mio cellulare e le mie cose, sebbene non mi venga contestato nessun reato”. Lo ha detto al telefono Gabriele Del Grande, il giornalista italiano fermato in Turchia durante un controllo dalle autorità al confine con la Siria e trattenuto da alcuni giorni in un centro di detenzione amministrativa, riuscendo a chiamare in Italia dal telefono del Centro dove è detenuto. Mentre telefonava ha raccontato di essere circondato da quattro poliziotti.  “I miei documenti sono in regola, ma non mi è permesso di nominare un avvocato, né mi è dato sapere quando finirà questo fermo – ha aggiunto nella telefonata – La ragione del fermo è legata al contenuto del mio lavoro. Ho subito interrogatori al riguardo. Ho potuto telefonare solo dopo giorni di protesta”. Non si sblocca dunque la vicenda del fermo in Turchia di Gabriele  fermato 8 giorni fa durante un controllo di polizia al confine con la Siria, “in una zona del Paese in cui non è consentito l’accesso”. Secondo quanto apprende l’ANSA da fonti diplomatiche, al momento non c’è ancora una data certa per il suo rimpatrio, che dovrebbe avvenire con un provvedimento di espulsione, dopo il completamento delle relative procedure giudiziarie. Il reporter resta ...

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TURCHIA: AMNESTY, PREOCCUPAZIONE PER VICENDA DEL GRANDE

Turchia

“Siamo preoccupati dalla mancanza di comunicazione diretta di Gabriele Del Grande, senza contatti con il mondo esterno, cosa che di fatto sancisce una sorta di detenzione che dura da una settimana”. Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia, commenta così all’AdnKronos la vicenda del blogger e documentarista italiano trattenuto in Turchia. “Diamo tutta la fiducia, ma non sapere niente ci fa stare molto in ansia”: così il padre del giornalista e documentarista italiano Gabriele Del Grande, fermato 8 giorni fa durante un controllo di polizia al confine con la Siria, “in una zona del Paese in cui non è consentito l’accesso” secondo quanto apprende l’ANSA da fonti diplomatiche, ha affermato al Tgr Toscana. L’uomo, che vive in Lucchesia, dice che dopo l’sms, domenica scorsa, inviato da Gabriele alla moglie per dire che era stato fermato, di suo figlio non ha saputo più niente. “L”importante – afferma ora il padre – è che torni a casa, ha due bimbi piccoli e una moglie, oltre a noi”. “Le autorità turche garantiscono che sta bene, ma ancora nessuno di noi, e neppure l”ambasciata, si è potuta mettere in contatto con lui”, aggiunge. “Quello che di grave poteva accadere in Turchia era già accaduto prima delle elezioni, con l’arresto di migliaia di oppositori e la chiusura quasi totale di tutti i media non allineati. Nelle carceri restano oltre 100 cronisti in attesa di processi affidati ad una magistratura che ha già subito un pesante processo di epurazione. Da giorni, infine, Gabriele Del Grande si trova ...

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CALIFORNIA, LE COLTIVAZIONI DI MARIJUANA DIVENTANO ‘INDUSTRIALI’

California

Salinas Valley in California, questa vasta e fertile valle era spesso chiamata, per le innumerevoli coltivazioni di lattuga, ‘l’insalatiera nazionale’, ma ora l’industria della marijuana ha fatto coniare un nuovo soprannome per la valle, ‘il secchio della cannabis d’America’. Dopo che per anni la marijuana era stata coltivata in piccoli appezzamenti fuori dalla vista delle autorità, ora in California, le coltivazioni id cannabis stanno diventando industriali. Nel corso dell’ultimo anno le serre ormai fatiscenti nella Salinas Valley, che erano state costruite per le imprese di fiori e fragole, sono state acquistate da decine di imprenditori della produzione della marijuana, che stanno coltivando ‘erba’ tra i campi di spinaci, fragole ed uva da vino. “Questa è la cannabis che incontra Big Agriculture” ha affermato Steve DeAngelo, il direttore esecutivo di uno più grandi distributori di marijuana della nazione, che per alimentare il proprio business, ha fondato l’anno scorso la fattoria ‘Harbourside Farms’ . La fattoria di circa 47 acri è costellata di serre che emettono l’odore pungente di migliaia di piante di marijuana e magazzini dove contadini, che hanno speso la loro vita a coltivare piante di lamponi, sono ora intenti a tagliare con cura le foglie di cannabis raccolte, e l’anno prossimo, quando le ultime serre saranno costruite, l’impianto sarà una delle più grandi coltivazioni  di marijuana legale in tutto il mondo. ‘Harbourside Farms’ ed altre aziende, sono un segno di un nuovo capitolo per l’industria della cannabis d’America, in cui la marijuana viene coltivata apertamente, come tutte le altre culture. ...

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