venerdì , 24 marzo , 2017 5:12
Metastasio stagione 2016-2017
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Cultura & Spettacolo

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UNIFI E SESTO, PROTOCOLLO PER PARCO DELLA ZAMBRA

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L’Università degli Studi di Firenze e il Comune di Sesto Fiorentino hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per lo sviluppo del Percorso Archeologico del torrente Zambra, già previsto dall’accordo di valorizzazione concluso nelle scorse settimane con la Soprintendenza. L’accordo con l’Università coinvolge gli studenti del Dipartimento di Architettura (Corso di Laurea Magistrale in Architettura) che, già a partire dal secondo semestre di questo anno accademico, effettueranno sopralluoghi e realizzeranno elaborati progettuali a più scale riguardanti la valorizzazione del Percorso archeologico, nell’ambito del Laboratorio multidisciplinare di Architettura e Città che comprende i tre corsi di Progettazione architettonica II, Progettazione Urbanistica e Progetto del Paesaggio urbano.  Per i tre anni di durata dell’accordo, il Protocollo prevede la possibilità di organizzare, d’intesa con il Dipartimento, convegni, workshop e seminari sul territorio, permettendo così di effettuare letture interpretative e approfondimenti progettuali del paesaggio urbano di Sesto ai diversi livelli di formazione. Il protocollo, che ha come tema centrale il Percorso Archeologico dello Zambra, potrà più in generale, dare la possibilità di lavorare congiuntamente anche sulle emergenze di natura paesaggistica, architettonica e archeologica del territorio di Sesto Fiorentino.  “Questo protocollo completa il progetto previsto dall’accordo di valorizzazione con la Soprintendenza e offre una grande opportunità al nostro territorio, che diventa oggetto di studio e luogo di crescita e formazione accademica – afferma il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi – Dopo la Montagnola, aprirsi all’Università, a studenti e docenti, permetterà di far conoscere ancora meglio la ricchezza paesaggistica e storica del nostro territorio, favorendo l’afflusso e ...

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GIORNATE DEL FAI, 48 TESORI VISITABILI IN TOSCANA

cimitero degli allori

Sabato 25 e domenica 26 avrà luogo la 25esima edizione delle Giornate Fai: per l’occasione 48 “tesori” di Firenze e della Toscana verranno aperti al pubblico; tra questi il cimitero degli Inglesi e il cimitero degli Allori. A Firenze, in occasione della 25/a edizione delle Giornate Fai di primavera della Toscana di sabato e domenica prossima, si potranno visitare anche due cimiteri monumentali: il cimitero degli Inglesi, dove è sepolto tra gli altri Pietro Viesseux, e il cimitero degli Allori dove riposano anche lo scrittore Harold Acton e la giornalista Oriana Fallaci. Aperto eccezionalmente al pubblico anche palazzo Valori Altoviti, sede della loggia massonica del Grande Oriente d’Italia, un edificio cinquecentesco noto anche come ‘Palazzo dei visacci’ per i ritratti di illustri fiorentini scolpiti sulla facciata. Nel capoluogo toscano, Fai consentirà anche la visita della Torre di Careggi con l’ex convento delle oblate e della ex manifattura Tabacchi, ma in tutta la Toscana saranno 48 i luoghi, spesso sconosciuti ai più, che saranno aperti eccezionalmente con orario dalle 10 alle 16,30. Tra i ‘tesori’, il chiostro dell’antico ospedale dell’ex convento di san Francesco a Foiano della Chiana ad Arezzo; la villa del presidente a Livorno; l’idroscalo di Orbetello a Grosseto; palazzo Orsetti e la chiesa di santa Caterina a Lucca; villa Puccini a Viareggio; il camposanto monumentale di Pisa; a Prato il conservatorio di san Niccolò; a Pistoia la chiesa di santa Maria delle grazie; a Siena il cimitero monumentale della Misericordia e la farmacia dell’ex ospedale psichiatrico san Niccolò, ...

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BILL MORRISON A FIRENZE PRESENTA, “DAWSON CITY: FROZEN TIME”

Dawson

Stasera (23 marzo) al cinema Odeon di Firenze, l’artista americano Bill Morrison presenta in sala il suo nuovo film: “Dawson city: Frozen time”, realizzato grazie al ritrovamento di 500 film muti degli anni ’10-’20. Questa sera, alle ore 21:00, il Cinema Odeon di Firenze, in collaborazione con la Cineteca di Bologna, ospiterà in sala il filmmaker e artista americano Bill Morrison, per la presentazione del suo nuovo film: “Dawson city: Frozen time”, che verrà trasmesso in versione originale con sottotitoli in italiano. Il film, che è stato in concorso nella sezione Orizzonti all’ultima Mostra di Venezia, ha suscitato un bel dibattito ed è stato accolto con molto calore. Non si tratta di un “classico” restaurato ma di cinema ritrovato, nel senso letterale del termine. Infatti il film è realizzato a partire dall’eccezionale ritrovamento, al confine tra Canada e Alaska, di più di 500 film muti risalenti agli anni ’10 e ’20 e ritenuti perduti per sempre. Il film racconta la storia di questa fortunosa scoperta e attraverso questi ritrovati, salvati dall’oblio, viene descritto un secolo di storia americana con uno stile malinconico ed ipnotico che accosta documentario e sperimentazione, memoria del cinema e cinema della memoria. Controparte musicale del film è la colonna sonora dell’astro nascente Alex Somers, collaboratore in pianta stabile della band islandese Sigur Rós e di recente autore delle musiche di “Captain Fantastic”. “Dawson City” racconta per immagini (film e frammenti di film, inserti televisivi, fotografie) le fondamenta del sogno americano: l’epoca della corsa all’oro, l’America di Chaplin e le origini del capitalismo ...

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FLORIDA: IN SCENA “LA VITA FERMA” CON LUCIA CALAMARO

Florida

Firenze – Al Florida, oggi 23 marzo, verrà presentato lo spettacolo “La vita ferma”, scritto e diretto da Lucia Calamaro. Alle ore 21 di questa sera (23 marzo), presso il Teatro Cantiere Florida, verrà presentato “La vita ferma. Sguardi sul dolore del ricordo” scritto e diretto da Lucia Calamaro con Riccardo Goretti, Alice Redini, Simona Senzacqua. Lo spettacolo sarà preceduto da un incontro alle ore 19 con Lucia Calamaro condotto da Christian Raimo, giornalista di Internazionale (l’incontro è a ingresso gratuito, ma è comunque consigliata la prenotazione). La carriera di Lucia Calamaro è una corsa tra due continenti, dall’Uruguay alla Francia, passando dall’Italia. Lucia Calamaro, riguardo al suo lavoro afferma: <<La gestazione di questo lavoro, ha avuto in me i tempi faticosi della rivelazione lenta e sommersa, abbordando quel dramma che il pensiero non sa, non vuole, non può gestire. Per arrivare a centrare il “dramma di pensiero” ho buttato via più materiale di quello che resta. Ma il resto, quello che rimane, è per me il punto ultimo di concentrazione di un racconto che accoglie sviluppa e inquadra il problema della complessa, sporadica e sempre piuttosto colpevolizzante, gestione interiore dei morti. Non la morte dunque, e non il problema del morire e di chi muore. Ma i morti, il loro modo di esistenza in noi e fuori di noi e soprattutto il rammendo laborioso del loro ricordo sempre così poco all’altezza della persona morta, così poco fedele a lei e così profondamente reinventato da chi invece vive. E con ...

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SCANDICCI, AL TEATRO STUDIO “PRIMA DELLA PENSIONE OVVERO COSPIRATORI”

prima della pensione ovvero cospiratori

Dal 23 al 25 marzo al teatro Studio di Scandicci andrà in scena “Prima della pensione ovvero cospiratori”. Una commedia dell’anima tedesca di Thomas Bernhard, il nuovo progetto di Elena Bucci e Marco Sgrosso, prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione, in collaborazione con la compagnia teatrale Le Belle Bandiere. “Prima della pensione” è un testo del 1979 del grande drammaturgo austriaco Thomas Bernhard (1931-1989) noto per le sue illuminanti riflessioni sul mondo contemporaneo, e vede protagonista una famiglia di tre fratelli – Rudolf, Vera e Clara – votati a un rapporto di morbosa dipendenza reciproca. In scena assistiamo ai loro riti di maniacale precisione, che ne costituiscono l’identità e ne guidano i sentimenti. Tra le claustrofobiche pareti domestiche, nel giorno del compleanno del criminale nazista Heinrich Himmler, il giudice Rudolf Holler, ex ufficiale delle SS prossimo alla pensione, celebra la curiosa ricorrenza con un festino segreto, una ‘cena d’anniversario’ allestita con cura meticolosa per lui da sua sorella Vera, amante e musa devota, con la partecipazione ostile ma complice dell’altra sorella inferma Clara, vittima e al tempo stesso carnefice dei suoi due congiunti. La casa dei tre fratelli è una tana, un’arena di combattimento, un carcere e una culla, dove si nasconde il segreto che intreccia la storia personale con evocazioni della Storia con la S maiuscola. Sono le parole dell’autore a suggerire la traccia d’inquietudine che si annida misteriosa in questa famiglia, come forse nella nostra umanità: «in ognuno di noi si cela un assassino, basta solo risvegliarlo, noi ...

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CINEMA: VIA A KOREA FEST, STAR E’ PARK CHAN-WOOK

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Al cinema La Compagnia di Firenze dal 23 a l 31 marzo si terrà il 15esimo Korea Film Fest, festival dedicato al cinema sud coreano contemporaneo. Ospite speciale il regista Park Chan-wook che presenterà il suo nuovo film “The Handmaiden” (in foto). Tra le novità del festival la sezione “K-Woman” sulla figura della donna nel cinema coreano. OMAGGIO A PARK CHAN-WOOK Tra i capofila della new wave di cineasti che, a partire dagli anni Novanta, hanno trasformato il cinema coreano in uno dei movimenti artistici di maggiore risalto a livello mondiale, e acclamato da pubblico e critica per il suo stile unico, Park Chan-wook sarà l’ospite speciale della 15/ma edizione del festival. Il regista che ha portato sullo schermo i dilemmi del peccato e della redenzione raccontati attraverso storie percorse dal fil rouge della violenza, sarà a Firenze per incontrare il pubblico e ricevere il premio alla carriera e le chiavi della città sabato 25 marzo, occasione durante la quale presenterà in anteprima italiana il suo ultimo film “The Handmaiden”, sontuosa opera in costume ambientata durante la dominazione nipponica in Corea, che lui stesso ha definito “una celebrazione del piacere femminile e un grido di libertà contro l’oppressione degli uomini”. La mattina dello stesso giorno sarà inoltre protagonista di una masterclass (prenotazione obbligatoria su http://www.koreafilmfest.com) sul suo cinema, i suoi maestri e il mondo violento e stralunato di cui è interprete per antonomasia. Nell’ambito della retrospettiva a lui dedicata saranno proiettate alcune tra le sue opere più significative: da “Joint ...

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LEONARDO: ‘ADORAZIONE’ RITORNA AGLI UFFIZI DOPO 4 ANNI DI RESTAURO

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L’Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci, da oltre 4 anni in restauro all’Opificio delle pietre dure, sta tornando a casa: di fatto sbarcherà agli Uffizi entro il fine settimana, in tempo per essere esposto in Galleria, in tutto il suo riacquisito splendore, a partire da martedì prossimo, quale protagonista di una mostra appositamente dedicata. La giornata precedente, lunedì 27 marzo, quando il museo sarà chiuso al pubblico, sarà impiegata sia per collocare l’opera nella sala al piano primo, dove sarà ospitata, che per la conferenza stampa. Il complesso intervento di recupero (condotto all’Opificio da Cecilia Frosinini e responsabile dell’ente di tutela, Marco Ciatti) per restituire l’originale colorazione all’Adorazione, gravemente deteriorata nel corso dei secoli, sarà illustrato sui social. Nei profili twitter e instagram degli Uffizi (@UffiziGalleries) già dal fine settimana, verranno postati documenti, foto e video per spiegare la certosina operazione di restauro, e, nei giorni successivi alla ricollocazione nel museo, ci saranno anche momenti per domande e risposte sull’opera. Nel 1481 i monaci di San Donato a Scopeto commissionarono a Leonardo un’Adorazione dei Magi da completare nel giro di due anni. Leonardo studiò approfonditamente la composizione, lasciando vari disegni preparatori: uno della composizione generale, dove compare anche la capannuccia, conservato nel Cabinet des Dessins del Louvre, uno dello sfondo, al gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi e vari studi riconducibili alla zuffa di cavalli o alla posizione della Madonna e del Bambino. Il pittore però, nell’estate del 1482, partiva per Milano, lasciando l’opera incompiuta. Quindici anni dopo, certi ...

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ATENEO SIENA, GIORNATA DEDICATA A TABUCCHI

antonio tabucchi

A 5 anni dalla sua morte, l’Ateneo di Siena promuove il 24 marzo (ore 15,00) una giornata in ricordo di Tabucchi, con amici colleghi e allievi, per celebrare uno dei più grandi scrittori della fine del ‘900, morto nel 2012 all’età di 70 anni. A cinque anni dalla morte, l’Università di Siena ricorda Antonio Tabucchi, scomparso il 25 marzo 2012, in una giornata dedicata allo scrittore, durante la quale amici, colleghi e allievi racconteranno l’autore e soprattutto l’uomo. L’incontro, aperto al pubblico, si terrà il 24 marzo, alle 15, al palazzo San Niccolò dell’Ateneo. Alla luce del recentissimo volume ‘Rua da Saudade 22′, edito da Vittoria Iguazu Editora, che pubblica i testi delle interviste raccolte nell’omonimo film documentario del 2015, Riccardo Greco e Diego Perucci, curatori del volume, Paolo Di Paolo, Maurizio Boldrini, Alfonso Diego Casella e Salvatore Di Cosmo, coordinati da Andrea Landolfi, parleranno di Tabucchi, del suo rapporto con i giovani scrittori e con la letteratura, dell’intellettuale e del suo impegno. Ad accomunare gli interventi, spiega l’Ateneo, “l’affetto per un uomo che ha lasciato in tutti grande emozione, così come testimoniato nelle videointerviste del film ideato e realizzato dal Collettivo Dottor Cardoso (Matteo Garzi, Samuele Mancini, Diego Perucci)”.

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A CANGO LA NUOVA PRODUZIONE DI VIRGILIO SIENI IN “PULCINELLA QUARTET”

pulcinella quartet virgilio sieni

Al Cantiere Goldonetta (Cango) in via S. Maria 25 a Firenze, la compagnia Virgilio Sieni si esibirà in “Pulcinella Quartet”, con regia e coreografia di Virgilio Sieni e la musica originale dal vivo di Michele Rabbia. Spettacoli da mercoledì 22 a sabato 25 (ore 21,00) e domenica 26 (ore 17,00). La figura di Pulcinella è alla base della novità Pulcinella_Quartet con la musica originale eseguita dal vivo da Michele Rabbia; uno spettacolo che parte dal ventre per svilupparsi nella narrazione dinamica del corpo dove Pulcinella ci insegna, citando Giorgio Agamben, che c’è sempre una via di uscita, un orizzonte di compassione e di gioia. Lo spettacolo raccoglie un ciclo di danze che alludono alla figura di Pulcinella: avventure attraverso il corpo esplorate da un gruppo di danzatori. Come “trovatori” di gesti, essi mettono in opera una serie di coreografie sui temi dell’abitare lo spazio, della gravità, del gioco e della leggerezza. Fughe avventurose nelle infinite prospettive continuamente percorse da incontri, avvicinamenti e condivisioni. Le danze in serie svelano danzatori nell’esplorazione della postura dell’uomo, nei tragitti apparentemente marginali posti nelle pieghe del gesto. Il gesto istintivo incontra un continuum di dettagli fisici irregolari e improvvisi di storie e vissuti, margini e scarti, a indicare una mappa dell’uomo che guarda alla natura e alla costruzione di un chiasmo, un luogo dell’incontro e dell’intreccio. Nei margini e negli scarti del movimento emergono le briciole del contemporaneo.

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