CALAMBRONE, AUTOPSIA NON CHIARISCE CAUSE MORTE BIMBA IN BARACCA

ANSA/FRANCO SILVI

Intanto il gip ha convalidato l’arresto e ordinanza di custodia cautelare in carcere per Tonino Krstic, 33 anni, accusato di maltrattamenti e lesioni sulla bambina. L’autopsia eseguita ieri sulla bambina di tre anni morta il 27 aprile in un alloggio fatiscente del litorale pisano, a Calambrone, non ha chiarito fino in fondo le cause del decesso ma avrebbe escluso che a provocare il decesso possa essere stato un malore improvviso.

Lo si è appreso da ambienti investigativi al termine dell’esame conclusosi in serata. Saranno necessarie dunque ulteriori analisi e per questo il medico legale ha prelevato alcuni campioni di tessuti. L’ipotesi degli inquirenti, in attesa che i risultati degli esami necroscopici la confermino oppure no, è che la morte possa essere stata provocata dai prolungati maltrattamenti subiti dalla bambina nella baracca di Calambrone: la condizione di degrado, accompagnata alle violenze, in cui è stata costretta a vivere la bimba negli ultimi mesi potrebbe esserle stata fatale culminando, hanno accertato gli investigatori, in un’esplosione di violenza e brutalità soprattutto negli ultimi giorni. Per maltrattamenti e lesioni nei confronti della piccola ieri i carabinieri hanno arrestato il compagno della madre, un 33 enne serbo: davanti al gip l’uomo ha negato le accuse ma nei suoi confronti è stata disposta la custodia cautelare in carcere.
Il 33enne è il compagno della madre della piccola e tutti e tre vivevano nell’alloggio di fortuna ricavato in un ex pizzeria di Calambrone. L’uomo ha risposto alle domande del gip Giuseppe Laghezza respingendo le accuse.

Il gip ha anche disposto che l’uomo fosse trasferito in una cella d’isolamento. Secondo gli inquirenti Krstic avrebbe ripetutamente picchiato la piccola, lasciandole evidenti segni sul corpo ora al vaglio del medico legale Alessandro Bassi Luciano che sta eseguendo l’autopsia per accertare se la morte della bambina sia stata provocata proprio dalle violenze subite. Se così fosse le accuse nei confronti del serbo si aggraverebbero e gli verrebbe contestato l’omicidio preterintenzionale. In particolare, sull’addome della bambina sarebbe stata rinvenuta l’impronta di una scarpa del tutto compatibile con quelle abitualmente indossate dal compagno della madre

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