BIMBA MORTA: INCHIESTA PARLA DI “ESCALATION DI VIOLENZE”

ANSA/FRANCO SILVI

Pisa – Gli ultimi giorni di vita della bimba di tre anni, morta la scorsa settimana in una baracca al Calambrone, presumibilmente in seguito ai maltrattamenti subiti dal compagno della madre, arrestato il giorno seguente, è stata un’escalation di botte e violenze.

E’ quanto si apprende da ambienti investigativi dopo l’interrogatorio che ieri la mamma ha sostenuto davanti ai carabinieri del nucleo investigativo e al medico legale per dare conto di alcuni segni trovati sul corpo della piccola.

La donna per oltre cinque ore ha risposto alle domande degli investigatori e ha ricostruito gli ultimi 10 giorni di vita di sua figlia spiegando l’origine degli ematomi rinvenuti sul cadavere e raccontando le violenze che la bambina subiva da Tonino Krstic, il suo compagno  di 33 anni.

Per l’uomo si profila dunque, all’esito degli esami sui tessuti prelevati in sede di autopsia, l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla morte. La donna ha anche riferito ai carabinieri che nel dicembre scorso i vigili urbani di Pisa erano andati nella baracca a cercare il fratello minorenne dell’uomo per chiedere conto delle sue numerose assenze scolastiche ma lui non abitava più lì da tempo. Gli agenti però si resero conto che in quella casa fatiscente abitavano la donna con la sua figlia piccola.

Il Comune, tuttavia, avrebbe confermato a più riprese che i servizi sociali cittadini non erano informati della situazione familiare che stavano vivendo.

“Purtroppo la situazione era completamente sconosciuta ai servizi sociali del territorio: nessuno l’aveva mai segnalata”. Lo ha detto nei giorni scorsi  in una nota esprimendo “disappunto e rabbia” il presidente della Società della Salute della zona pisana, Sandra Capuzzi. “Non sapevamo nulla ed è un dato di fatto – ha aggiunto Capuzzi – e non lo dico per volontà di lavarsene le mani: una bambina di tre anni viveva in un edificio occupato abusivamente e in una situazione di grave degrado ma i servizi sociali non sono mai stati allertati nonostante l’immobile fosse in una zona trafficata e frequentata e, dunque, si può presumere che potessero essere stati quanto meno notati. E’ un fatto che non può non farci riflettere come istituzioni e società civile pisana”. Infine, la presidente della Sds che è anche assessore comunale alle politiche sociali ha concluso: “E’ necessario che ciascuno faccia la sua parte, deve farlo di sicuro prima di tutto chi ha funzioni e compiti istituzionali ma è importante che diano una mano anche i cittadini: interessiamoci di chi ci vive accanto e segnaliamo ai soggetti preposti le situazioni difficoltà”.

Secondo gli inquirenti Krstic avrebbe ripetutamente picchiato la piccola, lasciandole evidenti segni sul corpo ora al vaglio del medico legale Alessandro Bassi Luciano. In particolare, sull’addome della bambina sarebbe stata rinvenuta l’impronta di una scarpa del tutto compatibile con quelle abitualmente indossate dal compagno della madre.

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