Azzardo: Spinelli, piani contrasto bloccati ricorso Codacons

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Non solo quelli a livello nazionale ma anche regionale. Pupo: “Contro azzardo cambiare slogan ipocriti”.

Tutti i piani di contrasto al gioco d’azzardo, a livello nazionale come a quello regionale, in questo momento sono di fatto bloccati “per un ricorso presentato recentemente dal Codacons”. É quanto spiegato oggi dal presidente dell’Osservatorio toscano sul fenomeno della dipendenza da gioco d’azzardo Serena Spinelli, a margine della presentazione di una iniziativa del Corecom in Consiglio regionale della Toscana.
“L’osservatorio regionale sta lavorando per iniziative di informazione e prevenzione, e chiaramente anche di intervento per le persone che sono da recuperare. Abbiamo anche un piano di contrasto al gioco d’azzardo che però in questo momento e’ sotto analisi dal punto di vista del Codacons. Non solo il nostro ma tutti quelli a livello regionale e nazionale. Speriamo che le cose si risolvano rapidamente perché abbiamo dei progetti straordinari che vogliamo portare avanti, a partire da uno sul “gioco abile” per i bambini, per insegnare ai più piccoli il gioco degli scacchi anziché a spingere un pulsante o tirare una leva come nell’uso delle slot machine”.
Sul gioco d’azzardo è intervenuto anche Enzo Ghinazzi, in arte Pupo: “Debellare il gioco d’azzardo è impossibile, perché il gioco è comunque parte importante dell’umano. Abbiamo sempre giocato, dalla preistoria ad oggi. Il problema è informare e anche cambiare gli slogan ipocriti potrebbe già essere un primo passo, oltre ad affidare la gestione di queste difficili tematiche alle persone competenti, agli esperti”.
Il cantautore e conduttore televisivo, che in passato è stato un accanito giocatore, ha spiegato che “un giocatore patologico è uno che non si ricorda niente, è uno di quelli che perde la memoria di quello che ha fatto, un po’ come la rimozione dei ricordi, che diventa quasi un’amnesia organica. Quindi bisogna trattare l’argomento con delicatezza, informandosi, non facendo la pubblicità che dice “Gioca responsabile”, perché come può
essere responsabile uno che non si ricorda niente?”.
Per Pupo, “quello che dice un giocatore non ha valore. Non ha credibilità. Come il drogato, come l’alcolista che dice che domani non si droga o non beve più. Nel giocatore è ancora peggio: infatti non va trattato né come un’alcolista, né come un drogato. Perché l’azzardo è un qualcosa che scaturisce dentro di te, è endogeno. Non è causato dall’emissione magari di sostanze alcoliche o stupefacenti, è un qualcosa di diverso, e proprio per questo, per come nasce va trattato diversamente” ha concluso.

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